neo(N)eiga - Archivio: IL 'CERCHIO SI CHIUDE'* SULLA POETICA DI MIYAZAKI. 1/2

IL 'CERCHIO SI CHIUDE'* SULLA POETICA DI MIYAZAKI.

* "Il cerchio si chiude" è il titolo originale della ventiseiesima ed ultima puntata di Conan il ragazzo del futuro (Mirai Shonen Konan, 1978) che nella versione italiana giunta nei primissimi anni '80 sulle reti locali regionali,  è stato reso come "Un grande cerchio", inoltre è il titolo che citava il finale della nota conclusiva del bel monografico dedicato a Miyazaki della rivista Yamato Magazine, numero 12 del dicembre 1996.

L'ultima pellicola di Miyazaki Hayao è innanzitutto una enciclopedia.
Una enciclopedia macroscopica con una anima ed un cuore "piccolo caldo e pulsante come quello di un passerotto, lo stesso  che aveva nell'infanzia" di tutto quello che è ed è stato Miyazaki in quaranta anni di carriera, vi è davvero tutto.
Vi sono tutti i meccanismi, i gesti, le inquadrature che sono sempre state fatte vivere in questo 'grande cerchio':

IL CASTELLO ED IL RIFUGIO.

Simbolo, incarnazione nonchè vera e propria essenza dell'humus Miyazakiano.
Che sia un castello europeo appartenente ad una famiglia con lo stemma del capro (Il castello di Cagliostro), che sia Laputa, l'omonima mitica ed ormai dimenticata città in rovina sopra i cieli, che siano fortificazioni (Principessa Mononoke) in deserti radioattivi (Nausicaa) o un megapalazzo di Indastria (Conan il ragazzo del futuro), che siano costruzioni dimenticate e ritrovo per gli amanti in mezzo a fulgidi e splendidi laghi e splendidi atolli abbandonati "arredati" come una vera e propria "reggia" (Porco Rosso) o bagni termali a più piani  (La città incantata), o ancora una raccolta casetta in campagna vuota pronta ad essere arredata dopo un veloce trasloco (Totoro) od una molto più accogliente casa in una cittadina costiera prettamente di gusto europeo dove viene ospitata una piccola maghetta che deve compiere il suo apprendistato (Kiki's delivery service).
Che siano tutti questi luoghi dell'immaginario o altri ancora poco importa, la costruzione, la fortificazione come luogo dove ci si può rifugiare, nascondere, vivere, ma, cosa importante, sempre  non necessariamente in maniera positiva.
Insomma  un luogo dove si nascondono segreti, a cui tornare prima o poi  per scoprirli, per crescere mutare ed infine abbandonarlo per sempre.

CIBO OFFERTO.

Gesto pressochè presente in tutte le pellicole girate dal regista, (e peraltro anche nelle serie televisive di Conan il ragazzo del futuro, Heidi ed Il fiuto di Holmes).
Gesto compiuto, sempre, da una ragazza nei confronti di un ragazzo, che sia l'atto di preparare il cibo con le proprie mani, gesto biblico, gesto rurale, pagano che richiama una miriade di miti sulla terra nutrice e matrigna, sia genuino "pegno" di un amore che sta sbocciando.
Le mani, il lavoro di queste, l'attività fisica sono cosa essenziale nella poetica e stilistica di Miyazaki, non vi è un film, dove non si veda uno dei protagonisti (soprattutto donne, bambine, ragazze e vecchie) rimboccarsi le mani almeno una volta per pulire, rassettare, costruire qualcosa, e soprattutto appunto, preparare il cibo, frugale, con una padellina ed un piccolo fuoco, rustico o principesco poco importa.
Inoltre il tipo di cibo che mangiano i personaggi in alcune inquadrature (per esempio) de Il castello di Cagliostro, messe in montaggio alternato, fanno capire con grande forza la differenza "etica" e sociale degli antagonisti: Lupin mentre mangia in una trattoria una titanica spaghettata, o in una camera semibuia una scodellina di ramen, poi l'ispettore  Zenigata, della stessa "pasta" di Lupin, mangia in modo frugale, amorevolmente ed affettuosamente rappresentato con magica dovizia di particolari che solo il linguaggio animato può rappresentare così demiurgicamente, e poi vi è lui, il conte di Cagliostro, mentre si prepara a consumare un pranzo luculliano, signorilmente presentato in una tavola imbandita e principescamente servito.

ESSERE POSIZIONATI DAVANTI ALL' "INFINITO".

Posizione prediletta, privilegiata e pressochè presente in tutta la produzione omnia di Miyazaki.
Questo privilegio viene il più delle volte riservato ai "protagonisti".
Porco Rosso, una volta conosciuto come Marco Porcellino,  ronfa della grossa stravaccato su una sdraio in miracoloso equilibrio precario, un giornale in faccia, davanti a lui, il mare, l'oceano, in una bellissima giornata di sole.
Questa bellissima inquadratura, non vuole dire indifferenza verso la bellezza della natura e dell'"Infinito", tutt'altro, ma al contario farne già parte, essere una anima eletta, facente già parte integrante di questo spettacolo naturale come nell'inquadratura, questo succede anche in bellissime altre sequenze de Il castello di Cagliostro, di Laputa, di Kiki's delivery service e di Totoro.
Qualcosa comincia a cambiare con Principessa Mononoke, difatti il principe Ashitaka in una incredibilmente poetica inquadratura viene ripreso di spalle mentre osserva una meravigliosa luna ed un infinito cielo stellato, dietro la grande Lupa parla della sua amata/odiata figlia, della sua bellissima/brutta figlia, l'umana ragazza selvaggia cresciuta tra i lupi, e del suo terribile destino di rimanere da sola per sempre perchè nè umana nè lupa, ammonendo il giovane a non prenderla con sè nè tantomeno ad amarla, perchè sarebbe foriero di sventure e dolori per il ragazzo.
Ashitaka in questa inquadratura è posizionato davanti all'"infinito", con le meravigliose e sinfoniche musiche di un Joe Hisaishi mai così contemplativo ed in uno stato di grazia invidiabile.
Il personaggio non fa più parte in maniera armonica dell'inquadratura, non più, i dubbi lo stanno visibilmente divorando, la contemplazione davanti all' "infinito" è preludio più a decisioni immani che altro.

VOLI  ESTATICI, "MUOVERSI"  NEL VUOTO.

Essenziali, nella poetica audiovisiva di Miyazaki.
I voli sono il più delle volte, sintomo, prodromo di un cambiamento, di una presa di coscienza, del crescere ed infine mutare negli occhi e nelle ciocche di capelli svolazzanti all'infinito di piccole maghette che crescono (Kiki's delivery service), sono i ricordi ed il passato che torna (Porco Rosso), sono una liberazione, un nuovo modo di vedere, concepire e vivere la vita per delle bambine impaurite dalla malattia grave della madre (Totoro), sono la crescita di sè e la scoperta delle proprie possibilità "fisiche"  (Conan), sono un volo improvvisato e sconclusionato, di grazia e leggerezza un pò pazza ed assolutamente iconoclasta (Il castello di Cagliostro), sono l'incontro con una ragazzina come te, piovuta dal cielo che ora sta planando lentamente verso le tue braccia svenuta con al collo una pietra azzurra luminosissima, tu però sei in bilico su una trave in mezzo al vuoto in una animazione in stato di grazia hai trovato, forse, la tua compagnia della vita (Laputa), oppure sono simbolo di scene di alta tensione, mentre San, la ragazza nata con i lupi sferra l'attacco sucida al rifugio del villaggio dove fabbricano armi (Principessa Mononoke).
Il movimento nel vuoto è una sfida, una possibilità, una promessa del mondo nella regia circolare in cui tutto torna.

CIRCOLI.

Circoli di balli che fanno creature delle foreste e dell'inconscio (Nausicaa), circoli e file che compiono le creature dei boschi per guidare, o far perdere, alcuni viaggiatori (Principessa Mononoke), oppure che siano finanche circoli formati dagli spaventosi uomini del conte di cagliostro per circondare e gremire le prede (Il castello di cagliostro).
Che siano circoli in inquadrature presenti uniformemente in tutte le pellicole e lavori di Miyazaki, anche per arcane affinità visive, tutti questi non sono solo un semplice segnale stilistico, sono l'essenza del mondo e del modo di concepire l'esistenza di Miyazaki .
I cerchi si chiudono, e si riaprono in un passare del tempo fondamentalmente circolare.  

Davide Tarò

[1] [2]
Top | Torna all'indice

mini logo | | Licenza Creative Commons


Sito ottimizzato per IE5.5+, Netscape 7+, Opera 7+, Mozilla 1.0+, Safari 1.1+ | risoluzione consigliata 1024x768