neo(N)eiga - Archivio: Far East Film Festival - Edizione 2002

Far East Film Festival - Edizione 2002


Dal 19 al 27 Aprile si è svolta al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la quarta edizione del Far East Film, l'importantissima vetrina sul cinema asiatico ormai diventata un'appuntamento irrinunciabile per gli appassionati.

Love Undercover (Hong Kong, 2002)Il festival, che ha da sempre un'anima "popolare", e propone infatti pellicole che hanno riscosso un grande successo in patria, ha scelto come giuria unica il pubblico, che ha assegnato tre premi: a "Love Undercover" di Joe Ma (Hong Kong, 2002), "Guns & Talks" di Jang Jin (South Korea, 2001) e "Hi, Dharma!" di Park Chul-kwan (South Korea, 2001).

Per gli appassionati di cinema giapponese il festival di quest'anno è stato a dire il vero un po' deludente; i film presentati durante il normale orario di programmazione hanno suscitato in chi vi scrive pochissimo interesse, mentre la folta schiera di "pinku eiga", per quanto appetitosa, è stata proiettata davvero troppo tardi per risultare godibile.

Il primo film giapponese in programmazione è stato "Transparent" di Motohiro Katsuyuki (Satorare, 2001). Il regista aveva presentato durante la terza edizione del Far East Film "Space Travellers", un film divertente e ironico che aveva fatto nascere delle aspettative su questa sua nuova opera. Le aspettative sono state deluse. Il racconto, che si sviluppa intorno ad un soggetto che sarebbe gentile definire grottesco, procede per pochi minuti sul sottile filo tra l'ironia e il ridicolo, per poi assestarsi definitivamente verso il secondo.

"Laundry", di Mori Junichi (Randorii, 2001), riesce invece a mantenere il giusto equilibrio tra l'ironico e il patetico. La storia di un ragazzo ritardato che passa indenne attraverso le difficoltà della vita grazie alla sua ingenuità è rinfrescata da momenti di riso liberatorio e da alcuni personaggi singolari per attitudini e comportamenti. Pur non convincendo del tutto proprio a causa della facile commozione generata da un tale soggetto, "Laundry" resta sicuramente uno dei film giapponesi più interessanti tra quelli presentati.

"All About Our House" di Mitani Koki (Minna no ie, 2001) è un film sul quale risulta difficile dare un giudizio definitivo. I personaggi sono quasi tutti irritanti, alcuni irrimediabilmente idioti, la storia non ha nulla in particolare che la renda interessante, anzi, a tratti arranca. Eppure il risultato non è disprezzabile e i personaggi, per quanto stupidini, ispirano tenerezza.

"The Yin Yang Master", di Takita Yojiro (2001), è un film noioso e irritante, un po' fantasy e un po' soap opera. Maghi sbruffoncelli inseguono il potere sotto l'occhio sempre e comunque stupito di un giovane funzionario al quale bisogna spiegare tutto. Tra personaggi buonissimi e super-onesti oppure cattivissimi e assassini, si rischia davvero di morire. Di noia.

Per finire, "A Woman's Work" di Otani Kentaro (Torabayu, 2001), esplora le dinamiche di due coppie. Le donne, sorelle, prendono il sopravvento sugli uomini, che fanno i lavori di casa,e diventano oltre che amanti, madri o baby sitter. La vita di coppia però influenza negativamente il lavoro. Un argomento apparentemente banale risulta in effetti interessante perché esplora il percorso di realizzazione di una donna che non può avvenire su due fronti: se "vince" in famiglia, perderà sicuramente sul lavoro.

“Ichi the killer” di Miike Takashi (Koroshiya Ichi, 2001) è sicuramente il film più interessante tra quelli presentati. Superata la naturale reazione di shock alla serie di violenze che si susseguono ininterrotte, e che hanno in effetti fatto fuggire un gran numero di spettatori dalla sala del teatro, il film risulta complesso quanto disturbante. Un super cast che comprende, oltre al protagonista Tadanobu Asano, i registi Tsukamoto Shinya e Sabu, unito a una vicenda contorta e aperta, rendono la visione del film quasi un atto di fede, qualcosa che lascia senza parole, che impedisce di alzarsi dalla poltrona a fine film. Assolutamente da non perdere.

Alice Massa


Rustling in Bed

L'"UDINE P-1 GRAND PRIX" è stata la prima competizione cinematografica dedicata al "Pinku Eiga" (il cinema erotico giapponese) che si è svolta fuori da Giappone; 8 sono stati i film in concorso:

Despite All That (Imaoka Shinji, 1999)
Glitter (Enomoto Toshiro, 1997)
No Woman, No Cry (Kamata Yoshitaka, 1998)
One Week (Kobayashi Masahiro, 2000)
Rustling in Bed (Tajiri Yuji, 1999)
A Sky-Blue Crayon (Ueno Toshiya, 1998)
Snow, Woman (Meike Mitsuru, 2000)
A 3-1 Count (Sakamoto Rei, 1999)

Il voto del pubblico ha eletto vincitori "Rustling in Bed" di Tajiri Yuji, seguito da "A 3-1 Count" di Meike Mitsuru e da "Snow, Woman" di Sakamoto Rei.


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