neo(N)eiga - Archivio: Incontro con Miike Takashi - Parte 1, 19 aprile 2006

Incontro con Miike Takashi - Parte 1
Cinema Massimo - Torino - 19 Aprile 2006 - Ore 21:00

Neoneiga presenta in esclusiva la trascrizione fedele dei 2 incontri tra Miike Takashi e il pubblico torinese in occasione della grande retrospettiva "Anime perdute. Il cinema di Miike Takashi". Erano presenti Miike Takashi, Dario Tomasi (Università degli Studi di Torino, Stefano Boni, (Museo Nazionale Del Cinema) Tom Mes (Midnight Eye), Shiota Tokitoshi (critico, direttore di festival, attore...)

(MT: Miike Takashi, DT: Dario Tomasi, SB: Stefano Boni, TM: Tom Mes, TS: Shiota Tokitoshi)

SB: Buona sera a tutti. Questa sera contavamo in una risposta calorosa da parte del pubblico. Come sapete non è facile avere ospite un regista come Miike Takashi che ringrazio per essere venuto a Torino in occasione di questa manifestazione che per noi è, senza retorica, il coronamento di un sogno. È il frutto di un lavoro di due anni, un lavoro che il MNC ha portato avanti con Dario Tomasi che è qui con me e che come sapete ha curato una monografia, in vendita anche alla cassa del cinema, e dell'associazione culturale neo(N)eiga: un gruppo col quale lavoriamo da qualche anno e in cui crediamo molto, avendo portato avanti con loro numerosi progetti. Ci fa piacere che sia un gruppo di giovani, nato in seno all'Università di Torino, che è riuscito a costituire un'unità che oggi sta lavorando, la dimostrazione di come al di là del percorso di studio certe esperienze possano concretizzarsi. Ci piaceva scommettere su di loro, su dei giovani. Questa è stata un bellissima avventura. Io cercherò di essere il più breve possibile, per poter dare subito la parola a Dario Tomasi e a Miike Takashi ma anche gli altri ospiti che abbiamo qui sta sera, infatti Miike è venuto qui a Torino con la sua collaboratrice Saka Misako, e con il critico nonché attore di alcuni suoi film Shiota Tokitoshi. Li ringrazio per essere qui. Abbiamo inoltre in sala Tom Mes che come sapete è autore dell'unica monografia in lingua inglese uscita in Occidente su Miike Takashi, un libro importante che c'è stato molto di aiuto. Mes ha collaborato anche al nostro volume con un saggio inerente il background del regista, come il suo cinema è nato, come si è contestualizzato nella storia del cinema giapponese. Lasceremo quindi la parola anche a lui perché il film che presentiamo questa sera, Dead or Alive, il primo di una trilogia che vedrete domani: è un film a cui tiene particolarmente non solo per la passione verso il cinema di Miike ma anche per una storia personale che spero avrà voglia di raccontarci. Ringrazio infine tutte le case giapponesi che ci hanno aiutato a mettere assieme questa retrospettiva dalla Kadokawa alla Shôchiku, alla Toei in particolare che sono state davvero disponibili verso di noi. 26 film non sono pochi, un terzo della sua opera. La sua filmografia è sterminata benché gli anni della sua attività sia sostanzialmente pochi. Siamo felici di essere arrivati in porto. Vi ricordo soltanto che domani sera ci sarà un altro incontro con Miike. Abbiamo deciso di fare un double-bill come si usa in alcuni paesi: Ichi the killer, uno dei suoi film più famosi, uno di quelli che ha circolato nei festival, accoppiato a Non aprite quella porta, un classico di Tobe Hooper, in una versione restaurata e sottotitolata. È quest’ultimo il film più amato da Miike stando a quanto ci ha detto in un’intervista in esclusiva per il libro e ci è sembrato un bel modo per fargli un regalo e ringraziarlo. Lascio ora la parola a Dario Tomasi, poi a Miike e agli altri ospiti.

miike al massimo

DT: Sarò brevissimo, non vi ruberò che qualche minuto poiché credo che interessi più di tutto sentire Miike Takashi e gli ospiti che abbiamo qui. Stefano questa mattina nella conferenza stampa diceva una cosa molto importate e cioè che questa è la rassegna più grande mai realizzata sino ad oggi su Miike e offre la grande opportunità di vedere finalmente i suoi film su grande schermo. Dico "finalmente" perché sappiamo che oggi il modo di fruire il cinema è naturalmente cambiato rispetto agli ultimi anni: il mercato dei video, dei DVD e tutto il mondo di internet ci danno rapidamente sui nostri monitor e televisori la possibilità di vedere quasi tutto, anche i film di quei registi che una volta dovevano penare mesi se non anni per poter essere conosciuti. Oggi quasi tutti i film più importanti di Miike sono disponibili in DVD o in altri formati ma la possibilità di vederli al cinema è davvero rara perché al di là delle apparizioni ai più importanti festival (un dato di cui tenere conto: oggi non c'è festival che non metta in cartellone l'ultimo film di Miike e forse anche per questo si sente "in dovere" di girare velocemente un film dopo l'altro, per averne sempre uno pronto da proporre) la possibilità di vederli su grande schermo è una cosa estremamente difficile. Questo è importante perché di Miike si cita sempre la sua prolificità e la sua sterminata filmografia. Mike dice una cosa molto bella: che si sente come un pescatore e percepisce il cinema come il mare. “Non si può togliere il mare ad un pescatore e non potete togliere il cinema a me”... Forse questa è la spiegazione migliore dell’intensità della sua produzione. Questi film è importanti vederli al cinema perché uno degli aspetti più straordinari di Miike è la sua straordinaria immaginazione visiva. Qualsiasi film di Miike, anche i meno riusciti (perché quando uno gira 70 film in pochi anni non può fare tutti capolavori) contengono almeno due o tre sequenze straordinarie per la loro capacità di mostrarci cose che non saremmo nemmeno riusciti a pensare che un giorno qualcuno avrebbe potuto mostrare. Si parla spesso del cinema di Miike come di un cinema senza confini per diverse ragioni, che attraversa molti generi, che alterna produzioni quasi al limite dell’avanguardia ad altre perfettamente inserite dentro a particolari schemi, ma è un cinema straordinario per quel che mostra e per il MODO in cui ce le mostra. Come i grandi registi della storia Miike ha una sua visione del mondo, un modo di vedere le cose particolare. Il film che vedrete tra poco ha un incipit e una fine che sono delle vere esperienze visive degne dei più esigenti cinefili. C’è ancora una cosa che mi stupisce dell’uomo Miike per quel poco che ancora lo conosco, e per quel molto che posso immaginare, leggendo le interviste e vedendo gli extra dei DVD e questo aspetto è legato alla sua carriera, ai suoi inizi nel mercato home-video e Tv. Vedendo questi primi film nel loro ordine cronologico si può vedere il formarsi di un autore, di uno stile e di una poetica. Oggi è uno degli autori di maggior prestigio del cinema nipponico contemporaneo. Nonostante questo, stupisce l’umiltà dell’uomo Miike, un’umiltà simile proprio a quella di un pescatore che si rapporta al mare. Un modo di atteggiarsi “proletario” che si contrappone a quella di tanti registi nostrani che dopo un film o due si credono già autori. Al contrario il suo è un cinema contrassegnato da un’umiltà profonda che non può che sedurre. DOA, Ichi, Izo, Fudoh sono davvero film che hanno segnato la storia del cinema asiatico e io sono contento che si possano vedere su grande schermo. Diamo la parola a Miike.

miike al massimo

MT: Buona sera (in italiano). Innanzitutto ringrazio, a nome del popolo giapponese, la città di Torino per le splendide olimpiadi che ci ha regalato. Non so se dopo aver visto questo film, DOA, sarete ancora contenti dei miei ringraziamenti ma intanto vi ringrazio per essere accorsi numerosi, una cosa che fa davvero piacere. Sono veramente molto grato a tutti voi che venite a vedere questo film creandovi della aspettative. Però questo film non è solamente uno spettacolo piacevole, è una cosa che bisogna guardare, "digerire" e in questo caso potrebbe essere anche a tratti difficile ma, per cortesia, vi chiedo di restare seduti fino alla fine, guardarlo con attenzione e poi vedrete che anche voi ne sarete soddisfatti. Una cosa che mi preoccupa un po’ è che voi possiate vedere questo film e restarne turbati, pensando che il Giappone sia proprio così e che i suoi abitanti siano tutti un po' pazzi, un popolo senza futuro (il pubblico ride). Però vi prego di non dare giudizi affrettati perché questo film appare un po' strano anche visto da un giapponese, quindi non abbiate poi pregiudizi nei confronti del mio paese, per favore.

SB: Vi presento Tom Mes che, come sapete, è un grande studioso di cinema giapponese, animatore di un sito web chiamato www.midnighteye.com che forse molti di voi conoscono, e autore di un importante libro su Miike (Mes mostra scherzosamente la propria T-Shirt recante il titolo del suo libro: "Agitator"). Terrei molto che Tom ci parlasse della sua storia personale che ha con il film Dead or Alive.

miike al massimo

TM: Oh... sì. Buona sera (in italiano). Sono particolarmente felice che questo bell’evento prenda il via con la proiezione in pellicola di Dead or Alive, ma allo stesso tempo sono preoccupato per voi perché dopo la visione di questo film non sarete più gli stessi. Questo film, e come lui il regista Miike, ha il potere di cambiare la vita. Davvero. Ero al Festival di Rotterdam all'inizio del 2000 e all’epoca ero ancora un ragazzo innocente, non avevo idea di chi fosse Miike Takashi. Incontrai Shinozaki Makoto, critico e regista, che mi disse “Devi assolutamente vedere DOA! Gli ultimi 5 minuti ti distruggeranno il cervello!”. Chiaramente non ho potuto rifiutare l’invito e ho visto il film un lunedì alle 20:00. Come ho detto, a quel tempo non avevo idea di chi fosse Miike Takashi, anzi, credevo addirittura che si chiamasse ‘Mike’ Takashi. Insomma, andai a vedere il film, e la mia bocca si spalancò sulle prime immagini, e credo che fosse ancora aperta dopo la conclusione della proiezione. E rimasi seduto al mio posto, con un’espressione del genere (mima un’espressione esterrefatta e distrutta). Comunque finita la proiezione uscii dal cinema e mi precipitai alla sala stampa del Rotterdam Film Festival sperando di essere ancora in tempo per organizzare un’intervista con Miike Takashi. Sfortunatamente la sala stampa era chiusa, perché era sera, ma la ragazza che si occupava degli ospiti giapponesi stava uscendo proprio in quel momento. Le dissi: “Ho visto questo straordinario film, Dead or Alive, grazie per averlo proiettato. Vorrei organizzare un’intervista con Miike Takashi.” Lei mi rispose: “Ok, adesso la sala stampa è chiusa ma la organizzeremo come prima cosa domani mattina. Ma se vuoi incontrarlo, sto giusto andando a una festa organizzata dall’ambasciata giapponese, e ci sarà anche lui.” La festa era ovviamente a inviti, e io, visto che non avevo neanche idea che ci fosse una festa, non avevo l’invito. Ma lei mi disse: “Non ti preoccupare, se vieni con me, ti faccio entrare io.” E così, andai alla festa insieme a lei. Una volta entrato, lei mi indicò Miike e io mi avvicinai a questo signore, che incontravo allora per la prima volta. Ero ancora sconvolto, e gli dissi: “Sa, ho appena visto Dead or Alive…” Deve aver pensato che io fossi completamente pazzo. Comunque sia, quello fu il mio primo incontro con Miike Takashi, il regista, e fu un incontro che mi cambiò la vita. Da allora è iniziato un percorso che mi ha portato in molti luoghi, che mi ha portato qui. Ma non è tutto. Circa venti secondi dopo aver incontrato Miike, incontrai una ragazza molto carina, che oggi è mia moglie ed è qui questa sera. Quando scrissi il mio libro su Miike, gliene mandai una copia, con scritto: questo è per lei, per ringraziarla di aver fatto quel film che cambiò la mia vita. Ed è vero, quindi voglio ringraziarlo ancora una volta. Grazie mille, Miike.

SB: Ringrazio Tom Mes per questo bel aneddoto. Continuiamo questa serie di incontri. Vorrei chiamare Shiota Tokitoshi che è un critico ma è anche stato arruolato tra le file degli amici e collaboratori di Miike. Infatti è stato attore, anche un po’ imbarazzato, di alcuni suoi film. Vorrei chiedergli come lo ha incontrato e come vive questa sua doppia vita di attore e critico.

miike al massimo

ST: Buonasera ! (in italiano) Io…

Miike, ridendo, lo ferma subito.

MT: Solo un’avvertenza: il sig. Shiota adesso non ha addosso il trucco di scena: è proprio nato con questa faccia! (il pubblico ride)

ST: Proprio in Dead or Alive ho fatto la mia prima apparizione. Interpreto (senza occhiali) il ruolo del capo mafia Sakurai. Mi hanno chiesto come è nata la mia collaborazione con Miike: ebbene, lo dico in questo libro e quindi vi prego di leggerlo, perché è molto interessante. In verità, bisognerebbe chiederlo proprio a Miike. Allo stesso modo di quel che ha detto Mes anche la mia vita è cambiata dopo questo film. Non so se si cambiata in meglio o in peggio, però è stato divertente. Come ha detto prima Miike, in questo film non vedrete un Giappone reale e in Giappone non fanno solo film così. Tant’è che siamo dovuti venire in Italia per assistere ad una retrospettiva su Miike. Io ci ho provato molte volte a fare delle retrospettive su di lui… ma non è andata molto bene.

miike al massimo

Penso che una retrospettiva così grande su di lui sia impossibile da farsi in Giappone. Almeno finché sarà in vita. Oppure magari un giorno, tra 30-40 anni, ci saranno persone che si chiederanno “In Giappone c’erano persone così?! Non ci credo!” e ci sarà un nuovo interesse verso di lui. Penso che sia straordinario sapere che ci sono luoghi come Torino interessati al suo cinema. Grazie (in italiano) !

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SB: Un’ultima domanda prima di lasciarvi alle immagini. Questa sera ci tenevamo anche a raccontarvi com’è nato questo progetto ma domani sera avremo più tempo per le domande. Vorrei sapere cosa rappresenta questo film per Miike Takashi. È uno dei film che l’ha fatto conoscere internazionalmente e fa parte di un trilogia di successo.

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MT: Per me è un film importante. L’ho girato a cinque o sei anni di distanza dall’inizio della mia carriera di regista. È il film che ha stabilito che tipo di regista sarei diventato, quelli precedenti erano più degli esercizi. Al momento di iniziare ho deciso che avrei fatto quello che volevo, anche andando contro la volontà dei produttori o dello staff, anche tradendoli. Sarei andato per la mia strada. Con il senno di poi capisco che se non avessi fatto quella scelta forse i film che ho girato successivamente non sarebbero stati quelli che conoscete. Quando l’ho girato non avrei mai pensato che mi sarei trovato in una sala piena di gente. Anche adesso, dopo tutti i film che ho fatto, mi batte il cuore e spero che possiate gradirlo. Vi prego di vederlo fino alla fine senza avere reazioni violente nei confronti dello schermo di questa sala.

SB: Ho volutamente lasciato per ultimi due ringraziamenti. Il primo è ad Alberto Barbera, direttore del MNC, che ha creduto in questo progetto, che non vi nascondo è stato complicato e complesso anche dal punto di vista delle risorse, avendo dovuto investire parecchio. La mia generazione ha scoperto il cinema orientale grazie all’allora Festival Cinema Giovani nella cui linea si colloca anche questo progetto. Altri progetti sono già in cantiere. Il secondo ringraziamento che credo condividiate va invece ad Alice Massa, la nostra interprete, che ha curato anche la corrispondenza col Giappone… e vi assicuro che non è stata facile. Grazie mille, buona visione e a domani sera!

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