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Dossier: Oshii Mamoru

 

Dalla TV al cinema - biografia approfondita

di Davide Tarò

oshii.jpeg (3122 byte)Nato l'8 Agosto dell'anno 1951 nella città di Tokyo il futuro regista Oshii Mamoru avverte sin da giovanissimo il fascino per le storie di fantascienza in genere, scrivendo anche alcuni racconti all'età di quindici anni.

Nel 1977 all'età di ventisei anni, il giovane riesce ad entrare come assistente animatore alla Tatsunoko Production, una delle più fertili case produttrici di anime degli anni settanta, fondata dal mangaka Yoshida Tatsuo, dove debutta con Kagaku Ninjatal Gatchaman II conosciuta in italia ed in occidente come la seconda serie de I Gatchman a cui segue l'anno successivo una altra serie: Zendamen inedita in Italia.

Un Anno dopo, con la morte improvvisa del presidente della Tatsunoko, dirigenti ed animatori abbandoneranno gli studi, e da questa diaspora nasceranno la Ashi Productions ed uno nuovo studio che permetterà al regista di farsi valere e soprattutto conoscere, infatti tra questi destabilizzanti eventi il giovane Mamoru deciderà di seguire il suo maestro Hisayuki Toriumi che insieme a Nunokawa Yuji fonderanno lo Studio Pierrot.

Il 1981 fu l'anno della serie televisiva che portò un successo straordinario al nuovo studio e imperitura gloria al giovane regista, infatti ad ottobre ebbe il suo debutto nel tubo catodico: Uruseiyatsura conosciuta in Italia come Lamù la ragazza dello spazio, 197 episodi di cui 129 diretti da Oshii alla sua prima vera prova di regista, tratta dal manga di Takashi Rumiko la serie interpreta la grafica ed il contenuto del fumetto in maniera spesso radicale, prendendo una via surreale, introspettiva ed introversa.

Moroboshi Ataru è un adolescente scansafatiche e perennemente arrapato che si ritrova improvvisamente a dover salvare l'intero pianeta da un'invasione aliena, gli abitanti del pianeta Uru infatti propongono di effettuare una gara di corsa con il loro rappresentante, se Ataru riuscirà a vincere acciuffando l'avversario, la terra sarà salva. Al di fuori di ogni previsione tuttavia il rappresentante degli alieni è una graziosa ragazzina di nome Lum (da noi ovviamente Lamu'), vestita di un succinto bikini tigrato, e per di più è in grado anche di volare, dopo inutili inseguimenti Ataru riesce finalmente a catturare la ragazza, salvando la Terra, ma non godendosi la vittoria, infatti Lum innamoratasi di Ataru, finisce per stabilirsi permanentemente a casa sua frequentando il suo stesso liceo.

La serie televisiva, tra le sapienti mani di un ragazzo che visse profondamente il 1968 con le pesanti contestazioni studentesche in una sorta di clima di "contestante anarchia" divenne presto "un teatrino" specchio quasi sicuramente dei suoi anni giovanili, infatti il liceo Tomobiki, la scuola di Ataru, diventa il centro di un ‘Mundus deresponsabilizzante' nel quale, per fare l'esempio più evidente, il ragazzo insegue tutte le ragazze tranne Lum, che pure sarebbe l'unica a lasciarsi prendere, infatti per quanto Ataru tenti senza successo di "tradirla", l'aliena non smette mai di amarlo, o ancora per la fortissima ed incisiva presenza di un altro rappresentativo compagno di Ataru, Megane, personaggio del tutto secondario nell'opera della mangaka, ma fortemente voluto da Oshii.

"Megane è morbosamente innamorato dell' irraggiungibile Lum: le pareti della sua stanza sono interamente tappezzate di poster raffiguranti il suo idolo, allo stesso tempo, gli stessi scaffali della sua libreria sono pieni di libri dedicati ai mezzi militari e al nazismo.
Megane è la parodia della nuova generazione di anime fan dei primi anni ottanta (otaku), che, travestiti da ufficiali delle SS, partecipavano alle mostre mercato di fumetti amatoriali" (Francesco Prandoni, Anime al cinema, edizioni Yamato VIdeo 1999 Milano). In fondo, in minima ma significativa parte, è anche una sorta di deformata parodia del regista su se stesso e sul modo di concepire la realtà.

Nel 1983, dopo il grandissimo successo riservato alla serie televisiva di Uruseiyatsura, lo studio Pierrot mette in cantiere il primo di sei film cinematografici dedicati all'aliena dal titolo Only You, Oshii qui non si distacca molto dai temi della serie televisiva, bisognerà aspettare il 1984 per essere completamente sconcertati dall'iconoclasta regista, bisognerà cioè aspettare il secondo film intitolato molto appropriatamente Beautiful Dreamer.

La pellicola, invece di celebrare il mondo di Uruseiyatsura, come era lecito aspettarsi, sembra invece volerlo interpretare dall'esterno con una lucida sagacia che il regista aveva già fatto intravedere nella particolarissima serie: grazie al desiderio di Lum, esaudito da un'inquietante folletto Mujiaki, il microcosmo del liceo Tomobiki si ferma in un eterno ed immutabile "Adesso", in cui la casa di Ataru rimane l'unico edificio integro al centro di un mondo in rovina e deserto.

Come suggerisce una sequenza del film dove gli specchi del liceo Tomobiki riflettono all'infinito la stessa immagine, anche il "sogno" di Lum è in realtà il sogno degli spettatori prevalentemente maschili di Uruseiyatsura, che nei confronti dell'adolescenza senza fine e senza responsabilità accanto alla dolce fidanzata ‘bidimensionale' iniziano a dimostrare un eccessivo attaccamento.

Qui, è la fine dell'"adolescenza nel lavoro" di Oshii, qui vi è una sorta di malinconico e ormai maturato addio alla serie ed ai personaggi diventati in un certo senso profondamente suoi, è proprio da qui, che infine viene fuori da un lungo percorso introspettivo uno dei temi portanti di tutta la cinematografia oshiiana: l'impossibilità o forse l'inutilità di distinguere tra "realtà" e "finzione". Il 1984 è un anno decisivo per l'animazione giapponese, non solo per il contenuto dei film prodotti , ma anche per il nuovo mezzo che si era ormai prepotentemente facendosi strada nelle case di quasi tutti i giapponesi: il videoregistratore. Il 21 gennaio viene messo in vendita Dallos, un anime realizzato solo ed esclusivamente per il mercato dell'Home Video, si trattava di un soggetto di Toriumi Hisayuki, maestro e guida di Oshii, che l'anziano regista aveva già studiato per una serie televisiva che non venne mai prodotta.

La storia trattava il ventunesimo secolo, nel quale il governo terrestre tenta di risolvere il problema della sovrappopolazione e dell'impoverimento delle risorse dando inizio a un programma di colonizzazione della Luna, grazie al successo del programma, sulla Terra ritorna la prosperità, ma al prezzo del sacrificio dei coloni costretti a vivere sul lato oscuro della Luna senza nemmeno poter vedere il loro pianeta natale. Le "relazioni" tra il governo terrestre e i coloni finiscono per deteriorarsi, fino a sfociare nella guerriglia, è questa la premessa del primo OAV (Original Anime Video) (4 episodi da trenta minuti cadauno) della storia, realizzato dallo studio Pierrot e diretto a quattro mani da Toriumi Hisayuki e dal suo allievo Oshii, ancora oggi scolpito nella mente di molti per la ‘visione' di una Terra vista da un cimitero lunare grondante di luce innaturale e riflessa, dante al tutto una sorta di funerea e malinconica visione onirica.

Nell'agosto del 1984, dopo cinque mesi di inattività nel campo dell'animazione, Oshii pubblica il suo primo manga: Todo no Tsumari sulla rivista Animage.

E' nel 1985 che Oshii dirige il suo film più introverso e criptico, poetico e concettuale, onirico e religioso allo stesso tempo: Tenshi no Tamago, traducibile come "L'uovo dell'angelo". L'onirica favola di un'arca (quella dell'antico testamento) senza alcuna speranza dopo il diluvio, forse il sogno di un uccello simbolo divino mai nato, la visione di una bambina che protegge un uovo particolare di una specie estinta, molto probabilmente un uovo d'angelo, e di uno straniero portante una croce, specchio del terribile Dio delle antiche scritture, che distruggerà l'uovo sul finire della notte, il tutto prendendo le mosse tra le rovine di una città abbandonata e morta dove ombre di pescatori ‘cacciano' ombre di balene in scene essenzialmente bibliche che "nuotano" tra le mura della città fantasma assomigliante in maniera agghiacciante ad antiche cittadine di gusto e fattura europea come Varsavia.

Il tratto del fine illustratore Amano Yoshitaka, qui character designer della pellicola, risulta perfetto in un armonioso confluire di algidi colori sfocianti in un disegno estremamente morbido, armonioso e struggentemente malinconico.

Tenshi no Tamago è la pellicola più indecifrabile, compiuta e difficile di tutta la carriera del regista, qui le citazioni bibliche non sono casuali, non sono puri artifici retorici fatti da un orientale che usa simboli occidentali, qui tutta l'iconografia biblica testamentaria è utilizzata con cognizione di causa, è il contesto che sfugge proprio come in un sogno, lasciando però immutata "l'impressione", qui sboccia in maniera definitiva e compiuta un secondo tema portante dell'opera di Oshii: l'importanza di un ‘Significante' cinematografico che in parte prende il sopravvento sul significato, anche se il primo poggia sul secondo in maniera indissolubile.

Un anno dopo, il regista riesce a trovare il tempo di dirigere Akai Megane, prima vera esperienza di cinema dal vivo, con l'aiuto del musicista Kawai Kenji e il valente Ito Kazunori già sceneggiatore della serie televisiva Uruseiyatsura, viene realizzato qualcosa di particolarmente strano ed inusitato, cosÏ incisivo e stancante che lo stesso Ito farà capire ad Oshii di non voler scrivere mai più "qualcosa su dei cani", vera e propria passione invece del regista.

Nel 1987, due anni dopo il mezzo flop commerciale di ‘Tenshi', al regista viene affidata la regia dell' OAV noto in occidente come Twilight Q, anime alquanto particolare e misterioso nel quale la personalità complessa di Oshii si trova a proprio completo agio.

Il 1988 fu un anno molto attivo per il regista, uscÏ Kenroo Densetsu, manga disegnato da Fujiwara Kamui serializzato sulla rivista ‘Shonen Ace' e noto in occidente, ma ancora inedito in Italia, con il titolo Hellounds, inoltre entrò a far parte di un gruppo di persone nel settore degli anime destinato a far parlare molto di sé: l'Headgear.

Il gruppo era formato dall'illustratrice e character designer Akemi Takada, già responsabile del tratto morbido di Lum, Yuuki Masami, mangaka e vero motore del gruppo, Ito Kazunori sceneggiatore di fiducia di Oshii, che aveva anch'esso collaborato alla serie televisiva dell'aliena, e Izubuchi Yutaka, specialista nel disegno dei mezzi meccanici. Il gruppo mise in moto una "serie" molto particolare dal titolo Kidoo Keisatsu Patlabor. L'Headgear nel 1988 diede vita ad una serie di OAV che portò nuova linfa vitale all'interno del mercato dell'animazione, partita come una serie di 6 puntate e di un manga realizzato interamente da Yuuki, diventò un film d'animazione l'anno dopo, crebbe come una serie televisiva di 47 episodi, tutt'ora inediti in Italia, tornò OAV in una serie di 16 puntate e risorse nuovamente sul grande schermo nel 1993. Oshii Mamoru curò la regia di quasi tutta la prima serie di OAV, dando il meglio di sé in Il giorno più lungo della seconda sezione, vero e proprio ‘tour de force' di tutto il gruppo: dalla sceneggiatura perfetta di Ito, alle musiche avvolgenti di Kawai , al tratto leggero e preciso di Takada, alla regia di Oshii vera e propria prova generale di intensità e ricchezza linguistica per il futuro film Patlabor 2.

Sempre nello stesso anno inoltre, esce Akira tratto dall'monimo manga di Otomo Katsuhiro (ma non solo), che per alcuni versi e soprattutto in alcune scene (quella del giardino di infanzia, ricordo di Tetsuo e Kaneda) sono fortmente debitrici per concezione della messa in scena a visioni di episodi di Uruseyatsura Lamù quali il bellissimo ed inquietante 'Le casalinghe' su tutte.
Il regista, il co-regista e gli sceneggiatori del kolossal animato un piccolo ma importante sguardo devono averlo dato alla serie che ha dato la notorietà ad Oshii. 

Nel 1989 il regista si occupa della regia dell'OAV Gosenzo sama Banzai e soprattutto del primo lungometraggio animato dedicato ai membri della seconda sezione e loro macchinari: Patlabor-The movie, realizzato sempre con Ito & Kawai. Sarà soprattutto grazie alla grande diffusione in occidente di quest'opera, arrivata anche in Italia, che il regista verrà conosciuto dalla frangia piu' esigente del ormai folto gruppo degli otaku.

Segue nel 1990 l'OAV Moroko, inedito in Italia.

Il Kerberos Nel 1991 Oshii dirige la sua terza esperienza professionale su un film dal vivo: Jigoku no banken Kerberos noto in occidente, inedito in Italia, come Stray dogs kerberos panzer cop che annovera nel cast Chiba Shigeru già doppiatore e voce di Megane nella serie Uruseiyatsura ed attore preferito di Oshii..

Il 1992 è l'anno di Talking Head, altro film dal vivo, ma sperimentale nel mischiare riprese dal vivo a sequenze animate. Con molta autoironia il film è ambientato in uno studio di animazione.

Il 1993 è l'anno dell'addio a Patlabor e al gruppo Headger, infatti Oshii dirige Patlabor 2 – the movie, scheggia impazzita e lucidissima della visione Oshiiana sullo stato, sul sistema politico giapponese, sulle istituzioni umane, su parole che pesano come macigni nel vecchio testamento e sulla occulta potenza dell'immagine, il tutto accompagnato, valorizzato e narrato con le musiche dell'ormai fido Kawai e la sceneggiatura di Ito, il successo di critica è planetario, il successo di pubblico sufficiente a distribuire la pellicola in tutto l'occidente, Italia compresa.

Dalla sceneggiatura originale di Patlabor 2 (da cui sono poi stati tagliati circa venti minuti di storia) Oshii trasse anche un romanzo dal titolo Tokyo war.

Il 1995 offre grandi soddisfazioni al regista, infatti nel regno unito il gruppo ‘Island', già anni prima convinto dal successo eccezionale di Akira (1989) di Otomo Katsuhiro, decise di costruire una sezione specializzata in anime chiamata ‘Manga Video', l'operazione ebbe successo e spopola tutt'ora nel Regno Unito e negli USA, ma in quel periodo di metà anni novanta la nuova società comprò in esclusiva i diritti mondiali dei due lungometraggi di ‘Patlabor', inoltre finanziò un terzo dei 600 milioni di yen del nuovo progetto della Bandai a cui Oshii partecipò come regista: Ghost in the shell. Il film ebbe successo in tutto il mondo tranne stranamente negli USA cosa che comportò la destituzione del direttore operativo della società Andy Frain.

Tratto da un manga di Masamune Shirow, sarà questo "biblico" e cyberpunk ‘Ghost in the shell - spirito nel guscio' a rendere giustamente "cult" in tutto il mondo un regista che in realtà aveva alle spalle una carriera già ventennale.

Nel 1996 Oshii si dedica all'ottima sceneggiatura di un film di fantascienza dal vivo intitolato Remnant 6.

Divenuto in pochi anni figura di spicco della I.G (di proprietà di Ishikawa Mitsuihisa), Oshii nell'ultimo periodo degli anni novanta, ha la possibilità di creare un suo vero e proprio staff lavorativo e di "formare" allievi e scoprire nuovi talenti, oltre che dare libero sfogo alla miriade di progetti lasciati nel cassetto della sua carriera ultraventennale.

La casa produttrice in pochi anni riesce a diventare una solida realtà in netta concorrenza con gli epigoni di Otomo e lo Studio Ghibli, "che è diventato popolare raccontando storie popolari" – come dichiara l'animatore Kamiya Kenji – "mentre l'I.G fa l'esatto opposto, realizzando storie dure che è ancora più faticoso rendere in animazione".

Nel 1999, dopo tre anni di duro lavoro, viene presentato in anteprima mondiale in una manciata di mesi al Mifed di Milano, al festival di Berlino, al Singapore International film festival, Annecy (Francia), Ucla (Los Angeles) ,Fant'Asia e Futurfilmfestival di Bologna, un film che vanta il soggetto e la sceneggiatura di Oshii Mamoru e la regia di un'esordiente del suo staff, l'allora trentenne Okiura Hiroyuki, il titolo della pellicola in questione è Jin- Roh.

In un passato alternativo di un gelido giorno di febbraio di tardi anni cinquanta paradossalmente futuristico nell'aspetto, dove il Giappone non si è ancora risollevato dopo il conflitto mondiale e dove il caos e la povertà imperano ovunque la sofferenza e il malumore dei civili si fanno sentire come una ferita lacerante, molti si stanno trasformando giorno dopo giorno in terroristi pronti a riscattare con la vita la propria iniqua situazione, arruolati da una falange terroristica che si oppone alla sagoma oscura dello stato; per contrastare questa frangia di disperati chiamata ‘Setta' ed a difendere lo sbiadito colore nazionale viene creato un apposito esercito, un'unità speciale di intervento chiamata ‘Capo', con in dotazione strumenti all'avanguardia, tutti con caschi neri da apparizioni ‘fascistoidi' e due occhi profondi e rossi, come quelli dei lupi.

Oshii, ben ricordandosi ancora delle apparizioni di inquietanti e neri soldati belligeranti nelle contestazioni studentesche del 68' in cui anche lui era presente, si cimenta nella riscrittura "etica" della storia di Cappuccetto rosso, con una terrorista ragazzina completamente vestita in rosso e provvista anche di cappuccio che si suiciderà per non farsi prendere da uno dei ‘lupi', che deciderà comunque di cercare qualche famigliare della piccola per avvertirli della funerea notizia, invece per colmo di un'inquietante ironia, troverà la sorella identica alla suicida.

Riappare in ‘Jin-Roh' la figura tanto cara ed importante per le sue implicazioni storiche culturali ed ataviche nell'intera cinematografia di Oshii: il ‘Kerberos', l'ombra soldatesca ed oscura apparsa per la prima volta nell'ottantasettesimo episodio (gestione Oshii quindi) di Uruseiyatsura, sbucato fuori poi nel manga disegnato da Fujiwara, ritornato nell'89 in Akai Megane e due anni dopo in Kerberos.

Nel 2000, allo scoccare del nuovo millennio, Oshii immagina che lo scorso secolo sia stato in mano dei vampiri, nel romanzo The night of the beasts.

Il regista dopo il romanzo, si fa co-autore del progetto di Blood, the last vampire diretto da Kitakubo Hiroyuki già regista di pellicole quali Black magic e Roujin Z; mette i fondi Production I.G.

La storia si svolge nella notte alla vigilia della partenza di soldati americani per il Vietnam, che ironicamente è pure Halloween la notte delle streghe, l'azione si svolge in una base militare americana in territorio giapponese, dove vivono indisturbati vampiri perfettamente mimetizzati con l'uomo, sarà durante una lunghissima notte d'incubo dove sghignazzanti bambini girano per la base a chiedere dolcetti o scherzetti che una figura di ragazza con un'antica spada giapponese tenterà di salvare quante più vite possibile, poi la mattina arriverà, e i soldati ignari della battaglia avvenuta nella tragica notte precedente si preparano ad andare a combattere e farsi uccidere da altri "vampiri" nel ben più reale Vietnam.

Oshii in Polonia Nell'annata 2000/01 Oshii ritorna per l'ennesima volta alla regia di un film dal vero, con Avalon, e questa volta và a girarlo in Polonia con attori europei, in una monocromia essenziale e funzionale al film ed alla poetica del regista stesso, con il fido Kenji Kawai che ha ‘diretto' per l'occasione l'orchestra filarmonica nazionale di Varsavia ed una cantante d'opera in una melodia sacra e profana allo stesso tempo, foriera di ricordi religiosi dello stato Polacco e di nuove intense e misteriose armonie.

In questa pellicola, vera e propria summa di quasi tutta la poetica di Oshii, vi è la Varsavia con i suoi antichi palazzi ed architetture, immaginifica e mesta con i cannoni dei carri armati cigolanti e le ombre diafane di sdruciti soldati di Tenshi no Tamago, le questioni teologiche di un Ghost in the shell, e molti elementi sugli inquietanti meccanismi di ricezione e percezione della comunicazione presenti un po' in tutte le sue opere ma incisivamente ribadite in Patlabor 2.

Avalon viene presentato fuori concorso all'edizione 2001 di Cannes alla presenza dello stesso regista e dei suoi due collaboratori di fiducia e poi successivamente distribuito nelle sale d'oltralpe.

In tutte le pellicole di Oshii, vi è un elemento insistentemente autobiografico che si traduce nella presenza del suo amatissimo cane ‘Gabriel', dal muso lungo e gli occhi placidi, forse un'altro specchio della "realtà" in un universo atipico e profondamente personale.

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