neoneiga banner


Dossier: Oshii Mamoru

 

Untitled Document

TEMI E OSSESSIONI

di Stefano Gariglio

Sogno

L'angelo dormiente di TENSHI NO TAMAGOQuello del sogno è un'autentica ossessione ricorrente in molto cinema giapponese, soprattutto in quello d'animazione. Tutti i titoli più famosi, da quelli smaccatamente commerciali a quelli di un certo impegno, hanno fatto riferimento alla dimensione onirica con decine di varianti (molte delle quali tutt'altro che banali) che meriterebbero di essere analizzate in una relazione di un certo spessore. La lista è quindi di quelle chilometriche ma basti dire che le tre serie televisive che hanno scosso l'animazione giapponese, cambiandola su più fronti, trovano nel sogno un vero motore di azione. Mi riferisco a Shin seiki Evangelion, Tenkuu no Escaflowne e Cowboy Bebop, accomunate dall'aver attribuito al sogno la dimensione di "fuga" dal male di vivere della realtà. In Oshii invece il sogno ha una valenza ben diversa. Egli non parla di fuga, di un mondo virtuale creato come Eden per vivere lontano dal dolore (se non forse in Avalon) bensì ne fa riferimento come il luogo dove tutti noi stiamo forse vivendo in questo momento. Nessuno, secondo il regista giapponese, puì essere sicuro che il mondo che vede attorno a sè sia quello reale. Nessuno può sapere se è sveglio o se sta sognando. Da questo presupposto trova posto nell'opera di Oshii il personaggio "del dubbio", colui che sbatte in faccia al protagonista e quindi allo spettatore, l'incertezza sul significato di realtà e quindi di vita consapevole. Tale personaggio è un essere supremo, al di sopra dei comuni mortali: il folletto Mujiaki in Beautiful Dreamer, l'entità "pensante ma non vivente" frutto della rete in Ghost in the shell, il Game Master di Avalon, colui che è all'origine di tutto, ma anche più semplicemente l'illuminato, colui che si crede ma che di fatto non superiore ai comuni mortali, il pazzo Hoba in Patlabor 1, il rivoluzionario Kai ne Il giorno più lungo e ancora più il filosofo-soldato Tsuge in Patlabor 2. E' proprio l'illuminato l'unico ad accorgersi della falsità del mondo che la società considera "reale". Nel finale di Patlabor 2, Tsuge dice che la sua città "sembra un miraggio, uno scenario irreale" e poco dopo afferma di essere "vissuto in una specie di realtà virtuale". In una delle sue poche interviste tradotte in inglese Miyazaki Hayao, parlando con Oshii a proposito dei suoi film, afferma di essersi in qualche modo immedesimato ad Hoba ma di non essere assolutamente riuscito a capire cosa passasse per la mente di Tsuge. In effetti Oshii non offre spiegazioni chiare e complete sul significato che hanno per lui le parole "sogno" e "realtà" ma è ovvio che questi due termini si caricano di valenze simboliche per rappresentare una certa idea di società moderna dove l'uomo si muove allienato, in qualche modo confuso sulla propria identità. La figura del sogno ben si presta cos“ per parlare di minaccia tecnologica e di terrorismo.

 

Tecnologia

Carri armati in AVALONLa tecnologia   da sempre al centro dei manga. Tezuka Osamu, Ishinomori Shotaro, Nagai Go, i padri del manga moderno (anche se il padre per eccellenza rimane comunque il solo Tezuka, questo è bene ricordarlo) hanno sempre parlato di tecnologia e di futuro e non è un caso che la maggior parte degli anime di successo sia di genere fantascientifico. Anche un autore colto e "conservatore" come Miyazaki, che ha scritto semplicissime e bellissime storie per bambini (Panda-Kopanda, Kiki, Totoro) si è concesso piu' volte al fascino sempre ammaliante dell'avventura a sfondo tecnologico, si pensi a Conan, Nausicaa e soprattutto Laputa senza mai dimenticare però di riflettere sull'eterno problema della convivenza tra l'uomo e la natura. Oshii Mamoru si pone appunto in linea con questi autori fornendo la propria visione personale del rapporto tecnologia-ecologia. Già presente in alcuni episodi di Lamù, questo binomio si intensifica nella saga di Patlabor le cui premesse prendono piede proprio su di una questione a sfondo ecologica: l'urbanizzazione della baia di Tokyo. Sia nel manga che nella serie Tv si assiste spesso a manifestazione di ecologisti che vogliono salvare Tokyo dall'inarrestabile urbanizzazione e nello stesso secondo plotone sono presenti due personaggi smaccatamente amanti della natura: Hiromi, che si occupa infatti della piccola serra della base dove alleva persino dei polli e Noa che in piu' occasioni si batte a favore degli animali. Alcuni tra gli episodi cosiddetti "di contorno" vertono proprio su animali: gatti, cani, una volta addirittura un coccodrillo abitante nelle fogne sottostante la base. Oshii è dichiaratamente un amante della natura e degli animali uccelli, pesci ma soprattutto dei cani che sono onnipresenti in tutte le sue opere. Se qualcuno può stupirsi nel vedere sulla cover della colonna sonora di Patlabor 2, l'immagine di un cane su di un mucchio di ferraglia, pensi alle parola che Oshii ha ironicamente proferito dopo il successo di critica del suddetto film "Ho accettato di girare Patlabor 2 perchè avevo intenzione di andare a stare con il mio cane Gabriel ad Izu, e mi servivano dei soldi....". Il bassotto cucciolone compare più volte in Ghost in the shell, dove è usato come testimonial in una serie di cartelloni pubblicitari e in Avalon dove è addirittura il cane della protagonista. Ma Oshii è anche un appassionato di tecnologia nei cui confronti si pone però in modo ambivalente e incerto, tipico di molti altri autori della fantascienza post-Blade Runner. Sono due i simboli della tecnologia che ricorrono con maggior frequenza in Oshii, il carro-armato e lo schermo. Il carro armato è onnipresente nelle sue opere: in Beautiful Dreamer Mendo ne possiede uno residuo della II guerra mondiale, in Tenshi è con dei carri-armati che giunge il soldato misterioso (cosa che ci induce a giudicarlo un portatore di guerra e non di pace), in Patlabor 2, nonchè nell'ottimo episodio Il giorno più lungo e in altri ancora (televisivi e OAV) i carri-armati fanno il loro ingresso in città sotto gli occhi stupiti dei civili, in Ghost in the shell lo scontro finale vede Kusanagi contro un carro armato fantascientifico, e in Avalon nella scena iniziale il carro armato è utilizzato come simbolo della guerra intesa nella sua generalità tanto che le prime inquadrature girate in semi-soggettiva a bordo di uno di questi mezzi blindati sembrano estratte da un servizio di reportage. Lo schermo invece è per Oshii la superficie dell'illusione, dello storpiamento, dove la realtà viene alterata. Oshii si pone così a fianco dei sostenitori della falsitì se non addirittura della violenza dei media. Il film in cui questo emerge meglio è ancora una volta Patlabor 2 dove uno dei nuclei principali si volge proprio attorno ad un'immagine televisiva trafugata e poi alterata. Anche in Ghost in the shell vi è però qualche riferimento al potere disorientante dello schermo, quando infatti i poliziotti interrogano la vittima del Signore dei Pupazzi che è stato privato della memoria e si fa riferimento al confine tra verità e finzione, la camera indugia sullo schermo acceso di una televisione, vomitante immagini di famiglie felici. Al problema della minaccia tecnologica Oshii affianca più volte quello del terrorismo.

 

Terrorismo

Non   stato Oshii a portare il tema del terrorismo nel mondo dei manga ma probabilmente è a lui che si deve invece il dilagare di questo argomento decisamente attuale nel panorama degli anime anni novanta. Il mangaka che più di tutti ha sviluppato questo tema, fornendo anche in più occasioni alcuni spunti interessanti su cui riflettere senza accontentarsi di usarlo come semplice "background" per creare action a sfondo fantapolitico, è Masamune Shirow. Applesseed, Orion, Dominion Tank Police, Ghost in the shell e altri ancora hanno sempre per protagonista una squadra votata alla caccia dei cospiratori contro la società. Oshii deve essere stato influenzato (o per lo meno ispirato) in qualche modo da Shirow perchè quando nel 1988 crea assieme all'Headgear l'anime di Patlabor lascia intravedere certe riprese dei suoi fumetti cyberpunk. Proprio come Shirow, Oshii ama le storie poliziesche a sfondo internazionale dove le vicende esulano facilmente dai confini del Giappone coinvolgendo personaggi di altri stati. Si parla di terrorismo nel 2ƒ episodio della prima serie OAV di Patlabor, con il sindaco di New York in visita a Tokyo, nel 5° e 6° episodio, con il colpo di stato dell'anarchico Kai e in molti altri capitoli ancora della saga di Patlabor. Terrorismo ° in qualche modo anche quello di Hoba, nel primo film del '89, e terrorismo è senza ombra di dubbio quello voluto da Tsuge nel secondo film del 1993. Ancora di terrorismo, questa volta informatico si parla in Ghost in the shell, tratto appunto dal manga di Masamune e sempre di terrorismo, a sfondo rivoluzionario, si narra in Jin-Roh. Curiosamente, anche la squadra di 007 americani in trasferta in Giappone, di Blood, sembra una squadra anti-terroristica, dove i vampiri sono visti come traditori dello stato che vogliono impedire ai soldati di prendere parte alla guerra del Vietnam. Dopo le opere di Oshii altri anime si getteranno a capofitto in questo tema. Vale la pena di citare 3 titoli: The end of Evangelion del 1997, dove si assiste ad un cruentissimo raid da parte dei caschi blu dell'ONU (!!!), il complicatissimo Gasaraki del 1998, con attentati kamikaze tra fazioni politiche avverse e Cowboy Bebop – The movie del 2001 che ha per antieroe della storia proprio un sadico terrorista batteriologico. Anche negli anime quindi il terrorismo è sostanzialmente presente in quelle storie dove gli autori intendono mettere in discussione la società capitalista.

 

Anarchia

L'anarchico Goto e la collega Nagumo di PATLABORCome si pone Oshii davanti alla questione del terrorismo? Oshii si è più volte dichiarato uomo di sinistra con spiccate tendenze anarchiche, da giovane aveva infatti militato nel partito comunista vivendo in prima persona l'esperienza delle sommosse. Nei suoi film i terroristi sono sempre degli anarchici che non credono nel sistema sociale attuale. In questo Oshii è paragonabile a un altro nome celebre dell'animazione nipponica, quel Otomo Katsuhiro autore di un manga cult del calibro di Akira da lui trasposto in un sontuoso film d'animazione del 1988, vero e proprio portabandiera dell'industria degli anime in molti paesi europei. Sia nel suddetto Akira che nel più recente Metropolis (che Otomo ha sceneggiato per la regia di Taro Rin) la spaccatura politica destra-sinistra appare in modo tutt'altro che velato presentando da una parte l'esercito e dall'altra i rivoltosi. In Metropolis uno dei personaggi fa dichiaratamente il verso al Che Guevara il cui volto appare anche in alcuni manifesti. In Otomo sono poi riscontrabili non poche frecciatine alla figura del soldato americano visto come l'invasore pronto a sfruttare il primo momento di debolezza interna per prendere possesso del paese. Akira, Memories, Robot Carnival, Mother Sarah sono greniti di questi particolari satirici anti-yankee. In Oshii un atteggiamento del genere è ravvisabile solo in alcuni episodi di Patlabor e nel secondo film ma anche in Blood si può cogliere qualche sfumatura nazionalista, basti dire che la protagonista Saya non esita un momento a far fuori un soldato americano che voleva solo aiutarla. D'altra parte però lo stesso Cap. Goto, lo specchio di Oshii, non può certo essere considerato esente da una certo comportamento filo-anarchico al punto che incita più volte i suoi uomini a "fregarsene" della regole dei superiori e fare solo come egli dice. In più occasioni ne approfitta per ribadire la sua idea sui politici, "Quelli che rimangono nelle retrovie non si rendono conto di ciò che accade in prima linea" dice il capitano in uno dei consigli di urgenza a cui lui e Shinobu vengono convocati. La stessa base della Seconda sezione è una sorta di società nella società con regole proprie. In entrambi i film di Patlabor e nel già citato Il giorno più lungo Goto passa da tutore della legge a latitante ricercato dalla polizia per poi discolparsi nel fuoricampo narrativo oltre il termine del film. Leggermente diversa è Nagumo Shinobu, collega di Goto, che pur essendo più rispettosa delle regole imposte dai suoi superiori, finisce sempre per farsi influenzare da lui e seguire con successo i suoi consigli. Ed ecco scattare nuovamente il tema del doppio che vede riflettere il Cap.Goto nei suoi stessi avversari. E' lui che capisce per primo le intenzioni di Kai, di Arakawa, di Hoba e di Tsuge ed è lui a batterli in una sorta di partita a scatti. Volendo banalizzare la questione si può dire che Oshii si ponga come testimonial di un certo tipo di atteggiamento anarchico più moderato e "ragionato" e aborrisca invece la rivoluzione come metodo risolutivo dei problemi di un sistema totalitario. Ancora una volta, il dialogo tra Goto e Harakawa nel tunnel, alla fine di Patlabor 2, può essere esemplare.

 

Indagine

Matsui indaga in PATLABORL'indagine   un altro motivo ricorrente in Oshii. Patlabor e Ghost in the shell sono infatti dei polizieschi a sfondo fantascientifico ed facile immaginare quindi che i protagonisti si gettino a capofitto in avventure dove il ragionamento prevale sull'azione. L'indagatore per eccellenza è il personaggio di Shinohara Asuma, che in Patlabor è il figlio del direttore della "Shinohara Heavy Industries", la ditta produttrice dei robot da lavoro, entrato nella polizia per volontà del padre. E' proprio lui a condurre il grosso delle investigazioni nel caso "Hoba", scavando nelle zone oscure dell'azienda del padre quasi a volersi prendere una rivincita. L'invito al ragionamento, all'iniziativa individuale, alla selezione accurata di ogni particolare che ci circonda è riscontrabile in Oshii anche al di fuori dello stretto contesto poliziesco. Sempre in Patlabor, e più precisamente nella seconda serie OAV, c'è un episodio molto ironico in cui tutti i personaggi sono riuniti attorno ad un tavolo in una tipica festa (vagamente Zen) a base di sushi e sakè. L'alcool fa presto sentire i suoi effetti e tra le due donne presenti, Kanuka e Kumagami, scoppia un battibecco. Invece di degenerare in insulti reciproci le due si sfidano sul piano dell'intellettualita decidendo di dichiarare "la migliore" colei che sar" in grado di ricordare i nomi esatti di cinque samurai passati alla storia in un preciso episodio storico. La discussione prende poi una diversa piega e Oshii ne approfitta per ribadire che l'analisi accurata delle fonti è determinante per la corretta comprensione del presente. Anche Twilight Q, la sua opera meno conosciuta, è interamente incentrata sul tema dell'indagine con un incipit quanto meno stimolante: una ragazza in vacanza che trova una macchina fotografica galleggiante sull'acqua del mare al cui interno la pellicola reca impressa una sua foto con un uomo sconosciuto. In Beautiful Dreamer il ruolo del detective è assunto sia da Mendo che da Sakura mentre l'occhialuto Megane si limita a fare l'osservatore registrando su un diario gli straordinari eventi che lui e i suoi amici si ritrovano a vivere. Il metodo scientifico di derivazione illuministica deve essere in qualche modo caro al regista giapponese.

 

Il sentimento negato

Noa e Asuma in PATLABOR 2Nel cinema di Oshii la sfera del sentimento   stata soffocata da quella della razionalità. Le sue opere sono infatti accomunate da una certa freddezza narrativa che raramente si concede alla divagazione sui cosiddetti "buoni sentimenti". Amicizia e amore sembrano non interessare l'autore che preferisce dedicare tutto se stesso a temi di maggior impatto sociale come appunto il terrorismo e la minaccia tecnologica. Non solo Oshii rifiuta la mostrazione di questi sentimenti ma talvolta si impegna nella loro negazione. In Tenshi no tamago il soldato comincia ad assumere un comportamento nei confronti della bambina che potrebbe sembrare "paternalista" ma non appena questa si addormenta commette l'atto più brutto sottraendole l'uovo. Nella saga di Patlabor i due personaggi maschili principali, il giovane Shinohara e il maturo Goto rifiutano con garbo le attenzioni delle loro colleghe coetanee, rispettivamente Izumi e Nagumo, pur provando per loro una certa attrazione. Quello di Goto è sicuramente il comportamento più distaccato e insensibile, tipico dei misogeni che sono sessualmente attratti dalle donne ma che allo stesso tempo non vogliono dar loro nessuna occasione per sentirsi, anche solo per occasioni fugaci, superiori. Goto non approfitta dell'inaspettata opportunità di passare una notte da solo con Nagumo nell'episodio Karizawa per due, ignora le domande provocanti di Harakawa in proposito al suo rapporto con la collega e, sempre in Patlabor 2, si limiterà ad un unico apatico sguardo quando la vedrà stringere le mani dell'ex amante Tsuge Yukihito. In maniera analoga Shinohara Asuma nell'ultimo episodio della seconda serie OAV confesserà a Izumi il segreto sulla morte del fratello in nome dell'amicizia, e non dell'amore. In Ghost in the shell Bateau è attratto (ancora una volta) dalla collega cyborg Kusanagi Motoko: non ci sono avances, non ci sono parole affettuose ma solo un unico sguardo di imbarazzo (mescolato a rabbia per l'indifferenza di lei) quando la vede di scorcio togliersi la tuta da sub. In Jin-Roh, Fuse e Amemiya si frequentano per molti giorni ma non consumano mai l'attrazione che ognuno ha per l'altro e l'unico bacio che si scambiano assume un significato del tutto particolare. In Avalon Ash ritrova sul finale il suo fidanzato Murphy, i due si scambiano una manciata di battute e poi vengono alle armi. Di baci e parole affettuose nemmeno il ricordo....

 

Simboli

Gli uccelli sono tra i simboli pi? frequenti in OSHIIE' un cinema ricco di simboli quello di Oshii, autore sicuramente colto, conoscitore di molte opere letterarie europee. Le sue produzioni televisive e cinematografiche traboccano di figure metaforiche prese dalla mitologia celtica (Art ), greca (il "Griffon" di Patlabor), dai fratelli Grimm (Cappuccetto Rosso), dal teatro di camera di Strindberg ("Io non sono venuto a portare la pace ma una spada...") ma soprattutto dalla Bibbia, libro che lesse e rilesse quand'era ancora ragazzo e che lo affascinò proprio per l'abbondanza di figure mistiche per lui prive di un valore religioso ma decisamente suggestive sul piano artistico. Questa passione viscerale per la simbologia cabalistica di derivazione ebraica è condivisa da Oshii con almeno tre altri grandi nomi dell'animazione giapponese, Ito Kazunori, il suo fedele sceneggiatore, il più volte citato Masamune Shirow e Yadate Hajime, forse il più prolifico autore di soggetti dell'intera industria di disegni animati giapponesi dal cui estro sono venuti fuori capolavori come Gundam, Escaflowne e Cowboy Bebop. Ma è stato sicuramente Oshii ad aver fatto dell'angelo la nuova figura cardine su cui sbizzarrirsi, una figura di così ermetico fascino da comparire nei contesti più disparati: Berserk, Bastard, Brain Powerd, Metropolis, Escaflowne e soprattutto Evangelion, la serie animata che in Giappone ha fatto della cabala un autentico fenomeno di costume. Pesci, uccelli, finestre, porte che si sottraggono ai confini di spazio e tempo, cieli fatti di acque e mari fatti di cielo, uomini-lupo, soldati incappucciati, uova racchiudenti il significato di un mondo intero: il cinema di Oshii è un piccolo mondo ancora tutto da scoprire.

Top | Home Page

mini logo | | Licenza Creative Commons


Sito ottimizzato per IE5.5+, Netscape 7+, Opera 7+, Mozilla 1.0+, Safari 1.1+ | risoluzione consigliata 1024x768