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Istruzioni per l'uso Come guardare Dove comprare

In Italia vedere un film giapponese nelle sale è piuttosto raro (mentre in Francia o in Germania, per esempio, vengono distribuiti regolarmente) e questo nonostante la grande attenzione che tutti i festival internazionali (italiani compresi) dedicano al cinema giapponese contemporaneo. Se avete una parabola, le pay-tv ogni tanto trasmettono qualche film recente ma si tratta comunque di pochi titoli l'anno, anche se, nell'ultimissimo periodo la situazione pare migliorare gradualmente.
Se vi interessa il cinema giapponese contemporaneo l'unico modo per reperire film con una certa costanza è Internet. In rete troverete tantissimi siti che vendono DVD e VCD con sottotitoli inglesi. Le VHS sottotitolate sono meno facili da trovare e spesso costano anche più di un DVD ma ci sono alcuni siti che vendono copie di film giapponesi in VHS a prezzi molto bassi: la qualità a volte è pessima (duplicati di duplicati di telecinema fatti al volo a Taiwan o Singapore), a volte più che accettabile (DVD riversati su cassetta).
Qualunque acquisto effettuato su internet richiede la carta di credito a meno che non si tratti di un rivenditore italiano (non sono molti), in questo caso probabilmente c'è la possibilità di acquistare in contrassegno.

 

Avvertenze e consigli a proposito dei supporti video

Sulle videocassette non credo che ci sia molto da dire se non che le VHS che acquistate fuori dall'Europa sono registrate con il sistema NTSC e non PAL come da noi. Per leggerle sarà quindi necessario un videoregistratore compatibile con entrambi i sistemi, cioè quasi tutti quelli attualmente in commercio. Se il vostro apparecchio è vecchiotto allora c'è il rischio che non riproduca le cassette NTSC. Esistono degli appositi convertitori PAL-NTSC: si tratta di scatolette simili a videoregistratori (peraltro abbastanza pesanti e ingombranti) in grado di filtrare il segnale in ingresso e restituirlo in uscita nel formato opposto. Anche qui però il fattore qualità non è da sottovalutare.

Il DVD è un supporto ormai diffusissimo anche in Italia dove ha soppiantato quasi del tutto il mercato del VHS. Nel nostro caso il grande vantaggio del DVD è che, oltre ad avere un ottima resa dell'immagine e del sonoro, gran parte dei film ha almeno i sottotitoli in inglese, anche se il DVD è prodotto solo per il mercato nazionale. I DVD giapponesi sono carissimi (minimo 35-45 €) quelli di HK molto economici (di solito tra i 9 e 15 €). E qui sorge il problema: proprio per evitare che chiunque possa comprare per due lire un film appena uscito (alla faccia del liberismo e della globalizzazione n.d.LCS) le major si sono messe d'accordo e hanno stabilito dei codici regionali in modo tale che un DVD possa essere riprodotto solo da un lettore della stessa area geografica. Ecco come sono suddivise le regioni:

1: U.S.A., Canada, Territori U.S.A.
2: Giappone, Europa, Sud Africa e Medio Oriente (incluso Egitto)
3: Sudest Asiatico e Asia dell'est (inclusa Hong Kong)
4: Australia, Nuova Zelanda, Isole del Pacifico, America Centrale, Messico, America del Sud e Caraibi
5: Europa dell'est (ex U.R.S.S.), subcontinente Indiano, Africa, Korea del Nord e Mongolia
6: Cina
7: Riservato
8: Giurisdizioni internazionali (areoplani, navi da crociera, ecc.)
Qui potete trovare una mappa delle regioni.

La regione è indicata, su lettori e dischi, con il suo numero sopra un globo terreste. Un disco potrebbe essere codificato per più di una zona, in questo caso ci saranno due numeri; se il disco è ALL ZONE sul globo ci sarà uno "0" o la scritta "ALL".

Qualche esempio:

Zona 3

All Zone

Altri simboli che trovate sulle confezioni dei DVD e che è utile conoscere:

Simbolo del Multiaudio: in questo caso indica la presenza di tre tracce audio (cioè di tre doppiaggi diversi) selezionabili
Simbolo dei Sottotitoli: in questo caso indica la presenza di sottotitoli rimovibili in tre lingue diverse

Fortuna vuole che il Giappone abbia lo stesso "region code" dell'Europa. Inoltre molto spesso si trovano DVD di film anche molto recenti codificati come ALL ZONE e cioè riproducibili su qualunque lettore. Controllate sempre la zona del DVD che state per acquistare, se non è chiaramente indicato chiedete via e-mail, per evitare spiacevoli sorprese.
In realtà ci sono alcuni modi, assolutamente legali, per aggirare i codici regionali. Gli stessi player per PC permettono di variare zona per un certo numero di volte (normalmente 3 o 4). Inoltre non è raro che certi lettori siano commercializzati già multizona benchè non sia indicato da nessuna parte. Sul sito www.videohelp.com trovate utili indicazioni per trasformare il vostro lettore in multizona.

Le specifiche standard sono:

I DVD hanno tutti la stessa qualità ? Assolutamente no, dipende da molti fattori, tra cui il principale è sicuramente il master, ossia la copia da cui il film è stato acquisito. Di regola tale master dovrebbe essere la classica e inimitabile pellicola cinematografica (che ha una risoluzione equiparabile a centinaia di migliaia di pixel) ma non sempre questo accade. Spesso infatti, per questioni di diritti o di economia nel processo di produzione, si ricorre a master video come il famosissimo Betacam usato nelle emittenti Tv e il risultato finale può variare a seconda dell'abilità di chi svolge il lavoro di transcodifica. In alcuni casi , specie nel mercato di HK, la fonte primaria è il Laser Disk o addirittura il VHS. Si capisce come in presenza di tali prodotti le potenzialità del supporto digitale non siano minimamente sfruttate al meglio. C'è un modo per capire se il DVD è stato creato a partire da supporto video oppure ottico: basta verificare, tramite fermo immagine, la presenza o meno dell'effetto ghosting. Si tratta di quell'effetto di rumore video, talvolta impercebile ma talvolta veramente fastidioso, che si manifesta con una sbavatura dei colori i quali escono dai contorni provocando una sorta di "sdobbiamento spettrale" delle sagome in movimento.

Un altro fattore determinante per la resa visiva di un DVD è la compressione digitale (che si quantifica nel bitrate espresso in Kbps) ossia quel processo software col quale il flusso dati di un film è compattato per essere collocato all'interno delle capacità del supporto ottico. A tale proposito è bene sapere che, al momento, esistono due tipi di DVD: a singolo strato (single layer) con una capacità di 4,7 Gb; e a doppio strato (double layer) con capacità di 9 Gb. Ad essere sinceri qualsiasi film della durata superiore agli 90 minuti dovrebbe essere confezionato su un supporto del secondo tipo, per poter godere di una "buona" qualità, ma, ancora una volta, questo accade di rado. Le case giapponesi sono in tal senso un'eccezione (cosa che giustifica in parte il costo elevato dei loro titoli) ma la maggior parte degli editor nostrani e quasi tutti quelli di HK cerca sempre, appena può, di comprimere un film breve (a volte anche un film lungo) in soli 4,7 Gb che, se a loro permette di risparmiare a noi offre una qualità ridotta. Quando si compra un DVD, se possibile, è meglio anche verificare la natura del supporto e metterla in relazione alla durata dichiarata sulla confezione: godere di numerosi materiali extra può essere piacevole ma non se a risentirne è poi la qualità del film vero e proprio....

In chiusura è bene ricordare che un DVD-VIDEO viene sfruttato alla massima capacità solo da lettori e proiettori dell'ultima generazione. I normali Tv Color non sono in grado infatti di visualizzare integralmente tutti i 720 X 576 pixel disponibili, raggiungendo al contrario una definizione di poco superiore a quella delle VHS che vengono però ugualmente superate sul piano della resa dei colori, del contrasto e della stabilità di immagine.

I Video Compact Disc sono semplici CD che invece di contenere audio (come i CD-AUDIO) contengono filmati. Ma un normale CD è molto meno capiente di un DVD: un intero film normalmente richiede due CD e la qualità dell'immagine è piuttosto scarsa a causa di un grado di compressione molto elevato. Non offrono quindi alcun materiale extra come i DVD e i sottotitoli non sono rimovibili o selezionabili: o ci sono o non ci sono. I VCD di film giapponesi che troverete avranno quasi tutti sia i sottotitoli cinesi che inglesi contemporaneamente visibili sullo schermo. A volte hanno solo i sottotitoli cinesi quindi fateci caso prima di acquistare.
Abbiamo notato che la qualità oscilla molto in relazione al produttore del VCD e che i sottotitoli sono molto spesso difficili da leggere. Perché quindi comprare un VCD? Perché costano pochissimo. Se acquistati da HK (in Cina, e in generale in tutto il Sudest Asiatico, i VCD hanno enorme diffusione) il loro prezzo oscilla normalmente tra i 4 e i 6 dollari americani (ma a volte si riescono a trovare ottime offerte: un VCD a 1.5$ per esempio) e le spese di spedizioni sono piuttosto contenute. Alcuni siti americani vendono VCD importati dall'oriente a prezzi elevati ma a volte dispongono di titoli che sul mercato di HK non si trovano.

Esistono anche VCD potenziati, i cosiddetti XVCD. L'unica differenza sta nel bitrate, più elevato, che consente una maggiore qualità visiva soprattutto nelle sequenze movimentate, soggette prime dello pixellamento.

Le specifiche standard sono:

I Super Video Compact Disc sono dei VideoCD che utilizzano la tecnologia MPEG-2, la stessa dei DVD, e offrono una risoluzione grafica migliore, paragonabile a quella dei Laser Disk. Ogni SVCD può contenere dai 30 ai 70 minuti di filmato in base al fattore qualità impostato in fase di codifica. Pur essendo un formato del tutto legale - è stato brevettato dalla Repubblica Cinese nel 1995 in alternativa, appunto, al DVD della Panasonic - non ci risulta che esso sia utilizzato nella vendita su internet. E facile però imbattersene in presenza di acquisizioni televisive/satellitari dal momento che è stato a lungo il formato preferito dai maniaci del video digitale anche se ora, con la diffusione dei masterizzatori DVD, la sua fama e la sua utilità stanno scemando.

Le specifiche standard sono:

Si sarà notato come, sulla carta, la risoluzione di un SVCD restituisca un aspect ratio di tipo quadrato (NTSC) o addirittura bislungo (PAL). E' così anche nella realtà? Sì e no. In effetti, monitorando un SVCD con appositi software si può notare la veridicità di questa bizzarra conformazione video ma eseguendo il prodotto da lettore da tavolo o analogo software simulante (vedi oltre) il filmato appare nelle proporzioni corrette. L'hardware provvede infatti a stirare orizzontalmente i 480 pixel restituendo il classico 4:3 che, con le bande nere, diventa 16:9.


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