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The Ring
locandina

Trama

In seguito ad una serie di morti misteriose, la giornalista Reiko inizia ad indagare fra gli adolescenti di Tokyo, e viene a conoscenza di una leggenda metropolitana legata ad una strana videocassetta che causa la morte ad una settimana dalla visione. Ne verrà coinvolta personalmente, insieme a tutti i familiari, che verranno in contatto con un fantasma di nome Sadako.

Credits

Titolo: Ringu

Regia: Nakata Hideo

Sceneggiatura: Takahashi Hiroshi (da un romanzo di Suzuki Kôji)

Interpreti: Matsushima Nanako, Sanada Hiroyuki, Nakatani Miki, Takeuchi Yuko, Otaka Rikiya

Formato: 35mm

Durata: 95'

Horror

Anno: 1997

Commento

In assoluto il più conosciuto film horror giapponese degli anni Novanta, non il primo del genere (lo stesso Nakata aveva già girato Joyurei e alcuni episodi di Gakko no kaidan dalle caratteristiche simili), ma sicuramente la scintilla scatenante del ritorno dell'orrore sugli schermi nipponici. Tratto da un romanzo dello Stephen King giapponese Suzuki Kôji, già portato sugli schermi video nel 1995 da Takigawa Chiushi, il film di Nakata è memore dei maestri del genere provenienti da oltreoceano e, al contempo, della tradizione giapponese del kaidan (Nakagawa e Kobayashi in testa). Il regista è riuscito così a sfornare un efficace miscuglio di cinema d'intrattenimento per le grandi masse (il film è stato un "best-seller" in Giappone), artigianato di alta qualità, ma anche cinema profondo e non banale, uno dei migliori specchi delle angosce proprie della società giapponese contemporanea. Nakata non ricorre mai al sangue o a cadute di gusto, e sa essere profondamente doloroso e commovente anche nei momenti di principale orrore (si pensi alla scena del teschio che "lacrima"), grazie ad una messinscena austera e rarefatta. Come nella maggior parte delle opere di Nakata, le ambientazioni acquatiche, l'iconografia uterina, e le protagoniste femminili suggeriscono un atteggiamento di apertura, quasi materno, nei confronti del mostro, che d'altronde manca delle normali caratteristiche del villain da sconfiggere. Ottima fotografia, regia di gran classe (seppure non originale come quella di alcuni "colleghi") e un finale che ha fatto storia. Seguito da Ring 2 dello stesso Nakata e Ringu 0 di Tsuruta Norio, ai quali è da aggiungere il seguito alternativo, Rasen (Spirale), uscito in contemporanea a Ringu e diretto da Iida Joji . Negli anni a venire sono stati girati un remake coreano (Ring virus, di Dong-bim Kim, 1999), e uno hollywoodiano (The ring, di Gore Verbinsky, 2002). (giacomo)

Giudizio:4 occhi

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