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Ring 2

Trama

Dopo la morte di Takayama Ryuji, la sua assistente (e amante, anche se non viene detto chiaramente) Takano Mai si dà da fare per ritrovare l'ex moglie di lui Reiko e il figlio Yoichi, momentaneamente scomparsi, mentre il video di Sadako continua a diffondersi senza sosta.

Credits

Titolo: Ringu 2

Regia: Nakata Hideo

Sceneggiatura: Takahashi Hiroshi (dal romanzo di Suzuki Kôji)

Interpreti: Nakatani Miki, Satô Hiromi, Fukada Kyôko, Matsushima Nanako, Kohinata Fumiyo, Yanagi Yûrei, Ishimaru Kenjirô, Inô Rie, Tsuchida Mebuki

Durata: 95'

Anno: 1999

Commento

Alla seconda regia dedicata alla saga di Sadako, Nakata e Takahashi decidono di riprendere la storia da dov'era stata interrotta (lo stesso farà Iida Jôji per Rasen, immaginando però una diversa sorte per Reiko e Yoichi), ma optando per un diverso impasto, con più giallo e meno horror, e spostando il centro della vicenda su Yoichi più che Sadako, la quale compare poco e con fattezze differenti grazie all'espediente del volto ricostruito sul teschio ritrovato. Purtroppo, se l'eleganza registica rimane pressochè immutata, lo stesso non si può dire della sceneggiatura, che si dilunga troppo a riprendere il filo del discorso nella parte iniziale, e che cerca invano una valida alternativa allo sconvolgente finale del primo episodio. Certo, è comunque inquietante una salvezza che può a malapena essere ottenuta per se stessi e per i propri cari (impensabile salvare un'umanità che autoproduce i propri mali), ma l'epilogo è davvero posticcio e non convince. In ogni caso, ciò che guasta maggiormente il film (e che lo rende pressochè innocuo dal lato della paura) è l'eccessivo ricorso a doti paranormali e a teorie sull'energia mentale, che rubano la vicenda al quotidiano, e quindi alla verosimiglianza, e quindi al coinvolgimento e alla paura. Certe cadute di gusto, come il volto dei genitori di Yoichi che compare con sguardo amorevole tra le interferenze televisive, non ce le si aspettava da Nakata, la cui classe ritroviamo però in alcune sequenze memorabili e in un uso del suono e della fotografia assai più intelligente della media dei suoi colleghi. Purtroppo, l'espressività della Nakatani, promossa a protagonista ma qui priva del fascino che ha in Chaos, non aiuta. (giacomo)

Giudizio:2 occhi e 1/2

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