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Shinjuku Triad Society
locandina

Trama

Due fratelli, un detective corrotto ed un giovane avvocato, sono alle prese l’uno nel depistare il traffico illegale del crimine cinese, l’altro a difendere legalmente proprio il capo della triade (il quale ottiene parte dei suoi profittii da un ospedale di Taiwan che preleva e vende organi di bambin al mercto nero). Tutti i guadagni dei due sono destinati ai loro genitori. Tatsuito e Yoshihito sono di “razza mista”: hanno padre giapponese e madre cinese costretti sempre a casa dalla polmonite del primo. Il rapporto tra i due fratelli si incrina quando il fratello maggiore/detective scopre per chi deve lavorare il giovane Yoshihito.

Credits

新宿黒社会 チャイナ マフィア戦争 (Shinjuku kuroshakai – Chaina mafia sensō)
I bassifondi di Shinjuku – La guerra della mafia cinese
Shinjuku Triad Society
Cinema
Regia: Miike Takashi; Sceneggiatura: Fujita Ichirō; fotografia (col.): Imaizumi Naosuke; luci: Sakurai Masaaki; scenografia: Ozeki Tatsuo; suono: Andō Kunio, Satō Yukiya; montaggio: Shimamura Yasushi; musica: Atelier Selah; interpreti: Shiina Kippei (Tatsuhito Kiriya), Izutsu Shinsuke (Yoshihito), Taguchi Tomorowo (Wang), Yu Eri (Ritsuko), Caesar Takeshi (Karino), Sabu (Shimada), Oosugi Ren (Ohe), Sudō Masahiro; produzione: Tsuchikawa Tsutomu, Kimura Toshiki per Daiei, Excellent Film; durata: 101'; anno: 1995 (26 agosto).

Commento

Primo lungometraggio di Miike destinato alle sale, Shinjuku Kuroshakai può essere considerato a tutti gli effetti il degno prologo di molte delle tematiche a lui care. Tutti i temi che Miike affronterà negli anni 90 e poi a seguire, nei film film più recenti, sono in qualche modo racchiusi in questo esordio: le radici cinesi del protagonista che rendono la sua identità di più difficile collocazione nella società, la presenza della Mafia Cinese, l’omosessualità, le tendenze bisessuali di Wang etc. Da segnalare il lavoro del direttore della fotografia Imaizumi Naosuke (uno dei pochi film in cui Miike non si avvale della collaborazione di Yamamoto Hideo) che sceglie di caratterizzare ciascuna location con differenti colorazioni, come il giallo per Taiwan ed il verde e il blu dei neon per il quartiere yakuza di Kabukicho.
Il tutto fa da sfondo ad una realtà che, già da subito, ci veniva mostrata cruda e atroce per l’essere umano: ridotto ad uno stato di rischiosa sopravvivenza nella fumosa e caotica giungla di Shinjuku, in cerca una via di fuga per non essere ingoiato nei meandri della buia metropoli. (Fabio Rainelli)

Giudizio:3 occhi e 1/2

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