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Sweet Home
locandina

Trama

Un gruppo di persone, di cui fanno parte anche un vedovo e la giovane figlia, si avventura in una casa disabitata per restaurare un affresco, ma viene presto a conoscenza dell'esistenza di un secondo inquietante dipinto e della tomba di un bambino sepolta nel giardino.

Credits

Regia e sceneggiatura: Kurosawa Kiyoshi

Interpreti: Miyamoto Nobuko, Nokko, Yamashiro Shingo, Yamazaki Tsutomu, Itami Juzô, Kuroda Fukumi

Durata: 101'

Thriller

Anno: 1989

Commento

Dopo un inizio promettente nel campo dei pinku-eiga, Kurosawa cade proprio nel genere che in seguito lo renderà famoso, e realizza il suo film peggiore. La ragione sembra dovuta anche al fatto che Sweet home è stato prodotto da Itami Juzô, che pare averne condizionato pesantemente le riprese, addirittura tagliando e rigirando personalmente alcune scene, dopo l'uscita cinematografica (la versione visionata per questa recensione è quella uscita per il mercato home video). D'altronde, la presenza della stessa moglie di Itami, interprete di tutti i suoi film, è un chiaro marchio di fabbrica, così come i toni da commedia sentimentale (che fanno a pugni con l'ambientazione horror) e gli intenti - si spera - parodici. Difficile scovare qualcosa in comune con Cure o Kairo nella storia banale, nell'abbondanza di buoni sentimenti, negli effetti speciali ingombranti e ridicoli (si salva forse l'uso delle ombre), nei personaggi risibili. Il nome della casa maledetta, Mamiya, è lo stesso del "cattivo" di Cure. (giacomo)

Giudizio:1 occhio

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