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Tomie Rebirth
locandina

Trama

Dopo essere stata assassinata del pittore che la ritraeva, l'affascinante e perfida Tomie continua a riprodursi, scatenandosi sugli amici che hanno assistito al suo omicidio, in particolare su Takumi e la fidanzata Hitomi.

Credits

Regia: Shimizu Takashi

Sceneggiatura: Fujioka Shinobu (dal manga di Itô Junji)

Interpreti: Sakai Miki, Satoshi Tsumabashi, Endo Kumiko, Kikawada Masaya, Oshinari Shugo

Durata: 101'

Horror

Anno: 2001

Commento

Il terzo capitolo della saga di Tomie è ritenuto da molti il migliore dell'intera serie, ed è sicuramente quello più generoso nei confronti dei fan di Ito. Shimizu costruisce la propria versione di Tomie rifacendosi più dichiaratamente ad alcune situazioni del manga, come la storia del pittore, il ritorno di Tomie ad una festa di studenti, o la morte della madre di Shun'ichi sulla quale nascono i capelli della ragazza-mostro. Come nel capitolo precedente, non manca una certa efferatezza, ma risolta in maniera più originale ed ironica. Forse il primo episodio seguiva un approccio più originale, ma Shimizu ha il pregio di non scadere in cadute di gusto o cliché troppo triti, e confeziona un film piccolo e senza troppe pretese, ma omogeneo e dignitoso. Giunta alla sua terza comparsa, Tomie, interpretata di volta in volta da attrici differenti, continua a non fare troppa paura, ma è certamente un personaggio riuscito e inquietante, e in questa occasione anche ben costruito: Sakai Miki dà vita ad una Tomie maliziosa e perfida, ma al contempo annoiata e disillusa, nella sua paradossale condizione di mostro e vittima della propria necessità di farsi uccidere per riprodursi. Effetti speciali spesso mal riusciti, ma non troppo fastidiosi. (giacomo)

Giudizio:2 occhi e 1/2

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