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Agitator
locandina

Trama

Le due gang yakuza Shirane e Yokomizo controllano, spartendosela, la città. Dopo che un membro ubriaco degli Shirane causa danni in un bar nel territorio degli Yokomizo, questi ultimi fanno assassinare il sommo boss degli Shirane e propongono ai reggenti di questi una crucuale trattativa che difficilmente potranno rifiutare. Il boss Higuchi, e sopratutto il suo rampollo Kunihiko, accortisi delle strane manovre, prendono tempo; ma difficilmente il primo riuscirà a tenere a freno l'ira del secondo, ira che sfocierà inarrestabile sopratutto dopo l'uccisione di Higuchi stesso.

Credits

荒ぶる魂たち (Araburu tamashiitachi)
Anime burrascose
Agitator
Cinema
Regia: Miike Takashi; Soggetto: da un romanzo di Takechi Shigenori; sceneggiatura: Takechi Shigenori; fotografia (col.): Itō Kiyoshi; scenografia: Ozeki Tatsuo, Hashimoto Yoshi; suono: Satō Yukiya; montaggio: Shimamura Yasushi; musica: Endō Kōji; interpreti: Katō Masaya (Kenzaki Kunihiko), Takenaka Naoto (Higuchi Yoichi), Matsukata Hiroki (Kaitō), Daichi Yoshiyuki (Sakuraba), Mickey Curtis (Yokomizo), Endō Ken'ichi (Muroi), Miki Ryōsuke (Torii), Hakuryū (Numata), Ibu Masato (Mizushima), Akino Taisaku (Tsuchiya), Miike Takashi (Shinozaki), Ishibashi Renji, Sone Hideki, Ozawa Hitoshi, Sudō Masahiro, Sone Harumi, Ryū Daisuke, Nakayama Kazuya, Yamaguchi Yin; produzione: Matsushima Fujio, Ishii Seiichirō per Daiei, Tōei Video, Excellent Film; durata: 150'; anno: (28 ottobre 2001: Tokyo International Film Festival) 2002 (30 marzo).

 

Commento

Questo film può considerarsi come una vera summa dello yakuza eiga moderno: 200 minuti di intrighi, dialoghi serrati, tradimenti, ma anche ritratti umani molto ben delineati. Il primo lavoro di Miike con Shigenori Takechi alla sceneggiatura, sarà poi il punto di partenza di molti film successivi, di genere analogo, dello stesso regista. Quello che stupisce maggiormente é la capacità del regista, che fino a questo lavoro ci aveva abituato, per la maggiorparte dei casi, a film molto più eccessivi e strabordanti, di mantenere per tutti e 200 i minuti uno stile lineare, sobrio e mai strabordante. I punti focali attorno ai quali si concentra possono individuarsi nell'approccio quasi antropologico alla storia. I rapporti tra gli yakuza giovani e quelli più anziani, l'attaccamento al boss (che in molti casi sfiora e supera il rapporto paterno) il modo disilluso di affrontare la dura realtà e, spesso, le maggiori difficoltà di dialogo incontrate in famiglia rispetto a quelle nella gang, sono tratti salienti di una storia che conta pochissime scene d'azione, ma che mai cade nel noioso o nello scontato. Se si riesce ad entrare nel meccanismo dei lunghi ma sempre avvincenti dialoghi, il film coinvolge, affascina, commuove (la morte di Higuchi é davvero struggente) e alla fine ci regalerà una grande prova da parte di un sorprendente regista. (Fabio)

Giudizio:3 occhi e 1/2

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