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Audition
locandina

Trama

Aoyama è proprietario di una società di produzione televisiva, ha un figlio col quale vive una vita agiata e tranquilla. Dopo sette anni di vedovanza sente però che nella sua vita manca qualcosa. A questo punto un suo collega e amico lo incoraggia a cercarsi una nuova compagna adoperando come scusa proprio il suo lavoro: gli propone di indire un'audizione per la protagonista di una soap che in realtà non si farà mai. Dopo le prime titubanze Aoyama accetta e, alla fine di una lunga carrellata su volti e corpi femminili appare Asami. La donna appare fragile e misteriosa e Aoyama cade subito vittima del suo conturbante fascino. Dopo una notte assieme, Asami scompare misteriosamente trascinando il protagonista in un vortice di ansia e preoccupazione che presto (quando cioè verrà alla luce il grigio passato della ragazza) muterà in una terribile angoscia.

Credits

オーディション (Ōdishon)
Audizione
Audition
Cinema
Regia: Miike Takashi; Soggetto: da un romanzo di Murakami Ryū; sceneggiatura: Tengan Daisuke; fotografia (col.): Yamamoto Hideo; luci: Ono Akira; scenografia: Ozeki Tatsuo; suono: Nakamura Atsushi; montaggio: Shimamura Yasushi; trucco: Matsui Yūichi; musica: Endō Kōji; interpreti: Ishibashi Ryō (Aoyama), Shiina Eihi (Yamasaki Asami), Ishibashi Renji (maestro di danza), Matsuda Miyuki (Ryōko), Kunimura Jun (Yoshikawa), Sawaki Tetsu (Shigehiko), Oosugi Ren (Shibata); produzione: Fukushima Satoshi, Suyama Akemi, Yokohama Toyoyuki per Omega Project, Creators Company Connection, AFDF Korea, Bodysonic; durata: 115'; anno: 2000 (3 marzo).

Commento

Un incubo lungo un'ora. Potrebbe definirsi così il film più inquietante di Miike, perché è all'incirca dallo scoccare dell'ultima ora che il protagonista entra in una specie di tunnel che si dipana tra realtà e incubo trascinandosi dietro anche lo spettatore. La tensione penetra nel film in modo lento e costante, aumentando sempre più fino all'epilogo e alle scene più truci, in una specie di summa narrativo-esplicativa delle vicende della ragazza.
La particolarità più sconcertante del film (perché è essa, in primis, a spiazzare) riguarda i primi 40-50 minuti di film: un racconto drammatico, quasi à la "Nouvelle Vague", un procedere lineare che poi sfocia e si trasforma generandoci dubbio, poi angoscia, fino ad arrivare al terrore puro. La punta massima del cinema di Miike, per chi scrive, assieme ad Ichi the killer. (Fabio)

Giudizio:4 occhi

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