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BASILISK

locandina

Trama

Due clan di samurai si odiano da secoli. La pace sembra vicina quando due membri sono intenzionati a sposarsi. Purtroppo lo Shogun decide di eleggere suo successore chi sopravvivrà alla lotta definitiva fra le due fazioni, spezzando il Trattato di pace che ormai sussisteva da tempo.

Credits

BASILISK – Koga ninpocho

Regia: Kizaki Fuminori

Character designer: Chiba Michinori

Musiche: Nakagawa Takashi

Serie tv (24 episodi).

Giappone 2005.

Commento

Di notevole fattura questa serie di 24 episodi tratti dall’omonimo fumetto. All’atmosfera pregna di realismo che esalta i paesaggi (con particolare attenzione ai tramonti rosso fuoco e alle notti stellate), è aggiunto un elemento di fantasia, che caratterizza i singoli samurai e le loro armi segrete. La mescolanza non risulta forzata, semmai sembra perfettamente naturale nel suo mettere in scena la convivenza di queste due dimensioni così opposte: realtà (anche storica, oltre che prettamente geografica) e iper-fantasia, che talvolta cade nel ridicolo (vedi il catarro del personaggio iniziale…). Sfruttando la scia del revisionismo sul mondo dei samurai (e sulla fine di tale mondo) applicato a livello mondiale (dal Kitano di Zatoichi al Tarantino di Kill Bill, passando attraverso la nuova creazione di Watanabe Shin’ichiro, Samurai Champloo) e riprendendo Romeo e Giulietta, Basilisk gode di alti e bassi, gioca un po’ troppo nell’attesa degli stessi codici narrativi, soffermandosi eccessivamente in situazioni risolvibili più velocemente, per non parlare della prevedibilità della trama e la non-azione che caratterizza la storia (di fatto, non succede quasi nulla, esclusi i vari combattimenti). Ma ha dalla sua alcuni elementi privilegianti. Innanzitutto una regia attenta al montaggio funzionale, che sa dosare perfettamente flashback e forward, passato e presente, contingenza e realtà. Poi una colonna sonora insolita per una serie televisiva, epica, con partiture melodiche di alta classe. Una caratterizzazione dei personaggi al limite dell’antropologia scorsesiana, effetto più o meno voluto della trattazione in 24 episodi di eventi con pochi personaggi. Nei momenti di stasi, l’animazione economizza al massimo, sfruttando i tempi morti in maniera funzionale e non casuale, coinvolgendo comunque lo spettatore, che è portato a seguire le vicende sino alla loro conclusione. (Andrea Fontana)

Giudizio:3 occhi

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