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BATTLE ROYALE
locandina

Trama

‘Principio del nuovo secolo, una nazione è al tracollo.
Tasso di disoccupazione reale oltre il 15%
Dieci milioni di disoccupati,
Ottocentomila studenti assenteisti,
Reiterata delinquenza giovanile…
Perduta la sicurezza di sé,
Gli adulti temono i giovani,
e ben presto viene approvato un disegno di legge.
Atto di riforma dell’istruzione del nuovo secolo: atto BR, BATTLE ROYALE.’

Credits

tit.or. Bato Ru Rowaiaru

Regia: Fukasaku Kinji

Tratto dall’omonimo romanzo di Takami Koshun.

Interpreti: Kitano ‘Beat’ Takeshi, Fujiwara Tatsuya, Maeda Aki, Yamamoto Taro, Ando Masanobu, Shibasaki Kou, Kuriyama Chiaki.

Produzione: Toei Company.

Giappone 2000.

Durata: 122'

 

Commento

Musica classica ad altissimo volume sconvolge, schiaffeggia metallicamente, provoca sensazione di disagio, di furenza, di ancestrale ribellione, mentre i titoli di testa vengono coperti, schiacciati, polverizzati dal titolo eponimo della pellicola che come una morsa d’acciaio si chiude inesorabilmente sullo schermo nero : ‘BATTLE ROYALE’.

Ordine.

Rispetto della famiglia e delle istituzioni, dei padri e del lavoro, rispetto per la propria nazione.

Disordine.

In stridente attrito, contrasto la selvaggia sopravvivenza, con l’idea dell’uomo “fatto da solo”, il ‘self-made man’ con l’arte dell’arrangiarsi, dell’arrivismo, della incontrollata e sadica azione.

Prese nel mezzo giovani generazioni allo sbando, mancantidi valori etici, di guida, di direzione, il pre-finale sublimamente cinematografico con la barca fuggitiva dispersa nell’oceano senza una vera e propria direzione precisa in questo è cinematograficamente indicativa.

La regia segue la storia, attenta, discreta, con predilezione di campi lunghi e medi, oltre che piani di insieme insistiti, perché gli adolescenti qui, hanno a che fare non tanto con l’individuo, l’eventuale nemico che può sbucare da un albero, ma con un “sistema” avverso e senza senso intiero, le scene di terribile e viscerale azione sono in qualche modo sacrificate ad un’immanente visione lucidissima ed etica delle cose, dell’accadere insensato delle scene.

La cosa più interessante, è “l’esplosione” di avvenimenti, che trasuda nella pellicola, tutti però già nascosti e ben presenti nella vita “civilizzata” di questi ragazzi: l’amore goffo inconfessato di un compagno per una compagna, la sensazione di indefinibile frustrazione nell’avere un padre “perdente”, la pellicola fa esplodere tutto, ma i semi sono già stati gettati prima, molto prima… nella società moderna.

Un film di un’eticità commovente, di una ieraticità terribilmente magnifica ed incomunicabile (generazionale?), visceralmente morale.

La BATTLE ROYALE è già cominciata da molto tempo…

Siete/siamo pronti?

‘Hai mai ucciso il tuo migliore amico’?. (Davide Tarò)

Giudizio:3 occhi e 1/2

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