neoneiga banner



Cure
locandina

Trama

Il detective Takabe, già assillato dal problema della malattia mentale della moglie, si ritrova coinvolto nel caso di Mamiya, una specie di serial killer totalmente privo di memoria che non uccide in prima persona, ma induce all'omicidio gente insospettabile.

Credits

Titolo: Kyua

Regia e sceneggiatura: Kurosawa Kiyoshi

Interpreti: Yakusho Koji, Hagiwara Masato, Ujiki Tsuyoshi, Nakagawa Anna, Dôguchi Yoriko, Hotaru Yukijiro

Durata: 111'

Anno: 1997

Commento

Il film che ha reso celebre all'estero Kurosawa Kiyoshi, dopo più di un decennio di attività in penombra. Forse tuttora ineguagliato anche dalle opere successive, è l'opera che meglio sposa il cinema di genere alla base della formazione del regista, con un'autorialità e una coerenza stilistica e tematica che prenderanno forma soprattutto nella filmografia a venire. Ogni inquadratura è costruita con tale perizia da permettere allo spettatore innumerevoli piani di lettura, così da aggirare qualsivoglia significato univoco in favore di un'ambiguità che apre il film sin dalle sue fondamenta, e che trova un'incarnazione ideale nel personaggio di Mamiya, essere vuoto e privo di confini che lo separino dalla realtà che lo circonda, capace di assorbire l'io degli altri proprio perché privo di un'ego definito. La vicenda di genere lascia presto spazio alla situazione interiore del protagonista Takabe, anch'egli un personaggio opaco (non c'è introspezione psicologica nei film di Kurosawa), ma che permea della propria coscienza tutto il film, dalla scenografia al suono, dall'inquadratura alla struttura stessa del film. Il tema familiare caro al regista, qui espresso dal difficile rapporto con la moglie, è sviluppato in parallelo all'indagine del detective, tanto che l'uno potrebbe benissimo essere visto come la proiezione dell'altro, e viceversa. Il risultato è che, a film finito, lo spettatore non è mai completamente sicuro di ciò che ha visto, e qui sta tutto il fascino dell'inquietudine alla Kurosawa. Sicuramente uno dei più suggestivi finali dell'ultimo cinema giapponese, capace di propagarsi a lungo a proiezione finita nella mente dello spettatore. Memorabile l'interpretazione di Yakusho, giustamente premiato al Tokyo Film Festival. (giacomo)

Giudizio:4 occhi

Top | Torna all'indice

mini logo | | Licenza Creative Commons


Sito ottimizzato per IE5.5+, Netscape 7+, Opera 7+, Mozilla 1.0+, Safari 1.1+ | risoluzione consigliata 1024x768