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Dolls
locandina

Trama

Tre storie di amore e morte intrecciate con un filo rosso: 1) Matsumoto si ritrova a dover sposare suo malgrado la figlia del capo, lasciando così la fidanzata Sawako nella follia. Legati da una corda rossa, i due intraprendono un viaggio attraverso le stagioni, nella disillusione della serenità perduta 2) L'anziano capo yakuza Hiro torna nel parco in cui molti anni prima aveva lasciato la sua ragazza, che ancora lo aspetta portandogli il pranzo ogni giorno 3) Nukui, un operaio addetto alla segnalazione di lavori in corso, è innamorato da quattro anni di Haruna, una famosa cantante pop, ed è pronto a seguirla ovunque.

Credits

Regia e sceneggiatura: Kitano Takeshi

Interpreti: Kanno Miho, Nishijima Hidetoshi, Mihashi Tatsuya, Matsubara Cheiko, Fukada Kyoko, Takeshige Tsutomu

Durata: 113'

Anno: 2002

Commento

Un film dalla struttura insolita per Kitano, che sembra voler dare una svolta alla propria carriera partorendo la sua opera più ambiziosa. Tacciato di "facile orientalismo", e di essere un'opera destinata a far presa sul pubblico occidentale tramite l'uso massiccio di rimandi alla cultura nipponica (Chikamatsu e il teatro bunraku, i riferimenti stagionali), è forse la pellicola più discussa di Kitano. Comunque la si pensi, si tratta di un film interessante nel suo tentativo di mischiare la realtà quotidiana con un punto di vista superiore, simbolico e spirituale. Notevole l'uso quasi astratto del montaggio, che sovrappone diversi piani temporali facendo convergere realtà distanti come ad arricchirne il significato, ripete la stessa situazione da punti di vista diversi, o associa sequenze lontane tramite uno stesso movimento di macchina. Purtroppo, il film risulta un po' disomogeneo: se l'episodio della idol e del suo fan (che si rifà a Shunkinsho di Tanizaki Jun'Ichirô) è di gran lunga il migliore per concisione, sobrietà e intensità, la storia dello yakuza è francamente un po' moscia, mentre il capitolo principale, quello dei due "vagabondi legati da un filo", è discontinuo e, a tratti, fin troppo didascalico. Ma sequenze come quella della collana, o lo sparo risolto con una nota di pianoforte e una foglia d'acero che cade nell'acqua, sono di una tale intensità da far perdonare qualsiasi pecca. Costumi dello stilista Yamamoto Yôji. Un po' deludente la colonna sonora di Hisaishi Joe. (giacomo)

Giudizio:3 occhi

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