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Furyo
locandina

Trama

1942, Seconda Guerra Mondiale. In un campo di prigionia giapponese si consuma lo scontro tra due mondi, due culture e due uomini. Da una parte ci sono gli inglesi: il colto e carismatico Mr.Lawrence e l'irrequieto e un po' grossolano Cap.Hicksley, rappresentanti dei detenuti; dall'altra dominano il contraddittorio Sergente Hara, che alternata sadismo a goliardia, e il comprensivo Capitano Yonoi, responsabile primo del campo. E' proprio quest'ultimo a salvare la vita, nel corso di un processo militare, a Jack Celliers, giovane ufficiale della marina inglese, e a volerlo "per sé" in sostituzione di Hicksley, da lui ritenuto poco collaborativo. Il suo arrivo nel campo però non solo rompe un equilibrio che per mesi aveva permesso a carcerieri e prigionieri di convivere nel rispetto reciproco ma scuote anche dall'interno l'onore di uomo/samurai dello stesso Yonoi.

Credits

Titolo orig.: Senjô no Merii Kurisumasu

Titolo alt.: Merry Christmas Mr. Lawrence

Regia: Oshima Nagisa

Sceneggiatura: Oshima Nagisa e Paul Mayersberg

Interpreti: Sakamoto Ryuichi, David Bowie, Tom Conti, Kitano Takeshi, Jack Thompson

Durata: 124'

Drammatico/Guerra

Anno: 1983

Commento

Furyo, che insieme a Ecco l'impero dei sensi è probabilmente l'opera di Oshima Nagisa più conosciuta in Occidente, è uno dei pochi capolavori del cinema giapponese di inizio anni Ottanta, un periodo non troppo felice per questa cinematografia. Ed è anche una delle prime co-produzioni internazionali con cui si tenta di interessare il pubblico occidentale inserendo a forza nel cast - spesso come se fossero dei meri "trofei esotici" - volti celebri dell'industria cinematografica main-stream. Lo stesso Kurosawa Akira si è concesso per due volte a questo tipo di operazione con i cammei di Martin Scorsese e Richard Gere rispettivamente nei film Sogni e Rapsodia in agosto. In questo caso però gli attori sono pienamente all'altezza della regia, sicuramente funzionali alla storia che solo marginalmente può ricorrere sotto la dicitura di dramma di guerra dal momento che l'ambientazione militare pare qui finalizzata più alla creazione di un simposio di virilità maschile piuttosto che all'indagine degli orrori provocati dalla condizione di prigionia. Ancora una volta Oshima insiste sottilmente sul tema dell'omosessualità latente e sulla figura del "fantasma dell'amore" idealizzato in questo film nella rock star androgina David Bowie e che, nel successivo Gôhatto, avrà invece il volto del bishônen Matsuda Ryuhei. Sebbene la sequenza più famosa rimanga il bacio tra Bowie e Sakamoto (con un ralenti di due soli secondi che è quasi un'icona a sé stante) è possibile preferirgli quella della cella di isolamento in cui i due ufficiali inglesi si confessano mascolinamente in previsione di un esecuzione capitale. Indimenticabile colonna sonora. Indimenticabili interpretazioni. Un film unico e irripetibile.

Giudizio:4 occhi

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