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Gemini
locandina

Trama

Un incedere musicale epico, in stile Carmina Burana, apre il film, unendo i titoli sul fondo nero alle immagini del cadavere di un gatto in decomposizione e di roditori che lo stanno divorando. La scena si apre sull’ambulatorio del dottor Yukio Daitokuji, rinomato e benvoluto dall’intera comunità, che vive con i genitori anziani e la fidanzata Rin, una donna dal misterioso passato affetta da amnesia. Durante una cena, oltre a cercare di far ritornare alla memoria il passato di Rin rievocando il loro incontro, Yukio ha per la prima volta la percezione di essere spiato. A questo senso di disagio si aggiungono poi uno sgradevole odore che non si riesce a capire da dove provenga e la morte del padre con del fango in bocca. La madre ha un crollo da stress destinato a trasformarsi in colpo apoplettico quando scopre un intruso in casa che ha la stessa faccia del figlio e un marchio sulla coscia. La svolta si ha quando Yukio, passeggiando in giardino, si sente afferrare per le spalle e voltandosi trova di fronte a sé la sua immagine speculare. È Sutekichi, il suo gemello, che lo scaraventa dentro un  pozzo e da quel momento ne assume l’identità.

Credits

tit.or. Soseiji

Regia: Tsukamoto Shin’ya; liberamente tratto dal racconto Soseiji di Edogawa Ranpō;

costumi: Kitamura Michiko;

trucco: Tsuge Isao;

musica: Ichikawa Chu;

produttore esecutivo: Nakazawa Toshiaki.

Con: Motoki Masahiro; Ryo; Tsutsui Yasutaka.

Produzione: Sedic international.

Col. 84 min.

1999

Commento

Secondo film prodotto da una major e secondo film soltanto diretto e non anche interpretato da Tsukamoto. Peculiarità di questa opera è l’ambientazione: non più la contemporaneità a cui siamo abituati, bensì la fine dell’epoca Meiji. Tutto ciò è facilmente spiegabile con il fatto che la sceneggiatura non è originale, bensì è un adattamento da un racconto del mistero dello scrittore Ranpō Edogawa (il cui vero nome era Hirai Taro, ma che usava questo pseudonimo in omaggio ad Edgar Allan Poe) e, per essere filologicamente corretti, è stato girato in una vera casa del periodo con una particolare attenzione ai costumi originali.
Con Gemini, Tsukamoto riesce a creare un horror di stampo classico, alla Hammer nelle sue trasposizioni di Poe, fotografato in modo splendido e con l’ aggiunta di un tocco di angoscia in più, data dal fatto che tutti i protagonisti del film sono privi di sopracciglia. (Fulvio Faggiani)

Giudizio:3 occhi

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