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Graveyard Of Honour
locandina

Trama

Salvando la vita al boss Sawada, il cameriere Ishimatsu Rikuo fa il suo ingresso nel mondo della yakuza. Nell’ambiente è però considerato un cane rabbioso e il suo comportamento gli impedisce di crearsi una cerchia di seguaci fedeli come si converrebbe ad un vero leader. Imprigionato in seguito a un regolamento di conti, Ishimatsu fa amicizia con Imamura, un esponente della gang rivale Giyu, che al termine della condanna di cinque anni viene ad aspettarlo assieme a Chieko, donna a cui Ishimatsu è legato da un tormentato rapporto di amore e violenza. Una notte, credendo che Sawada lo voglia uccidere per aver picchiato dei superiori, non esita a sparare al proprio capo ferendolo gravemente. È la goccia che fa traboccare il vaso…

Credits

新・仁義の墓場 (Shin jingi no hakaba)
Il nuovo cimitero dell'onore
Graveyard of Honour
Cinema
Regia: Miike Takashi; Soggetto: da un romanzo di Fujita Gorō; sceneggiatura: Takechi Shigenori; fotografia (col.): Yamamoto Hideo; scenografia: Ozeki Tatsuo; suono: Satō Yukiya, Shibazaki Kenji; montaggio: Shimamura Yasushi; musica: Endō Kōji; interpreti: Kishitani Goro (Ishimatsu Rikuo), Oosawa Mikio (Masato), Yamashiro Shingo (Sawada), Yamaguchi Yoshiyuki (Hashida), Arimori Narimi (Chieko), Miki Ryōsuke (Imamura), Daichi Yoshiyuki (Ōshita), Ishibashi Renji (Yukawa), Ryū Daisuke (Kuze), Tanba Tetsurō (boss di Imamura), Inoue Harumi (Imamura Yōko), Sugata Shun (Nishizaki), Yasuoka Rikiya (capitano della polizia), Sone Harumi (Fukui), Motomiya Yasukaze (Kanemoto), Miike Takashi (assassino di Sawada), Sone Hideki, Honda Hirotarō; produzione: Yokoyama Kazuyoshi, Maeda Shigeji per Daiei, Tōei Video; durata: 130'; anno: 2002 (22 giugno).


Commento

In questo recente lungometraggio Miike esplora la strada del remake con austerità e schiettezza. I fatti sono narrati in modo semplice e il regista non ricorre (come spesso ama fare) a trucchi digitali o ad eccentriche trovate a livello narrativo. Ciò a cui si assiste è la discesa agi inferi del protagonista, delle sue dipendenze, delle sue follie, e del suo vigliacco agire nei confronti della sua amata. Il tutto senza nessuna apparente giustificazione. Miike ha voluto dare risalto, riuscendoci pienamente, a questa cruda storia non intromettendosi mai a livello visivo. Ha quindi lasciato che le forti immagini delle gesta di un animo corrotto parlassero da sé, mostrando cose, con la loro quasi assurda semplicità, che restano se possibile, ancora più ancorate alla mente dello spettatore. (Fabio)

Giudizio:3 occhi

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