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HAKASE GA AI SHITA SŪSHIKI

locandina

Trama

Root (radice quadrata), professore di matematica, tiene la prima lezione ad una classe di liceali, e decide di raccontare loro da dove viene il suo soprannome. Sua madre faceva la cameriera in casa di un professore la cui memoria, a causa di un incidente che gli aveva provocato danni cerebrali, durava appena 80 minuti. Fu proprio lui, ogni giorno, a dargli il soprannome di “radice quadrata” perché aveva la testa piatta, aggiungendo che si tratta di una funzione che accoglie qualsiasi numero sotto di sé, perché, come lui, ha un cuore grande. La loro quotidianità prosegue sempre uguale, ogni giorno ripetendo le stesse cose, e il bambino impara come l’unica cosa davvero importante sia vivere appieno il presente.

Credits

The Professor and His Beloved Equation

(L’equazione che il professore amava)

Regia: Koizumi Takashi

Sceneggiatura: Koizumi Takashi, Ogawa Yoko (dal suo romanzo)

Interpreti: Terao Akira, Yoshioka Hidetaka, Asaoka Ruriko, Fukatsu Eri, Saitō Takanari

2006, 117’

Commento

Tratto da un romanzo di enorme successo, “Hakase ga ai shita sūshiki” è un piccolo film commovente e tenero, sulla matematica, di cui cerca di far capire il fascino elevandola a qualcosa che esiste dentro di noi prima che fuori, ma anche e soprattutto sulla vecchiaia. Il vecchio professore che ogni 80 minuti dimentica tutto, e che ogni giorno chiede alla cameriera: “Ah, hai un figlio?”, è di una tenerezza infinita, e inevitabilmente trasmette la sua passione per i numeri, più che per la matematica, facendo dimenticare la recitazione un po’ sopra le righe della cameriera e alcune pecche della sceneggiatura, come la storia un po’ buttata lì della relazione tra il professore e la cognata, che era insieme a lui nel momento dell’incidente.
E l’affetto che il professore dimostra nei confronti del bambino, che pure è per lui ogni giorno uno sconosciuto, non può che farci pensare a come è bello amare qualcuno al di là di quello che c’è stato prima e di quello che ci sarà dopo, amare qualcuno adesso.
È un piccolo film (che ha però ottenuto un grande successo) come forse ce ne sono tanti, poco impegnativo, un po’ sconclusionato (rifiuta infatti il finale tragico o all’opposto ottimistico tipico di molti film del genere), ma è un film che scalda il cuore parlando di cose quotidiane, piccole, dimenticate.
(Alice Massa)

Linkografia

Giudizio: 3 occhi

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