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Le ali di Honneamise

locandina

Trama

Shiro Lhadatt vive nell’ozio, approfittando dell’inutilità del corpo militare per cui lavora, la Royal Space Force. A causa della guerra in atto, l’ente in questione, una sorta di NASA alternativa, è praticamente superfluo ai fini bellici. Quando però Shiro conosce una ragazza dedita unicamente alla religione, decide di buttarsi anima e corpo nel progetto di costruzione della prima Stazione orbitante intorno alla Terra. Ad impedire, od ostacolare, tale piano si metteranno anche i servizi segreti di entrambi i Paesi, intenzionati ad utilizzare la scienza astronomica per scopi militari.

Credits

Tit. or.: Oneamisu no Tsubasa Oritsu Uchugun

Regia: Hiroyuki Yamaga

Direttore di Animazione: Hideaki Hanno

Character Design: Yoshiyuki Sadamoto

Musica: Ryuichi Sakamoto

Produzione:
Bandai / Gainax

Distribuzione: Manga Video / PolyGram Video

125 min.

Commento

Uscito nelle sale giapponesi nel lontano 1987 e presentato, meritatamente, come un capolavoro, Honneamise no tsubasa è uno dei caposaldi dell’animazione nipponica e mondiale. Il budget stanziato era notevole (non a livello di Akira, uscito l’anno dopo), tanto che le animazioni stupiscono ancora oggi per fluidità e minuziosità. L’ambientazione è particolare: una Terra alternativa, dove i costumi e le architetture acquistano autonomia e vita propria. Dietro la macchina da presa c’è Hiroyuki Yamaga, che firma anche la sceneggiatura, ma non bisogna dimenticare Yoshiyuki Sadamoto al character design (lo stesso di Evangelion) e Hideaki Anno fra i direttori dell’animazione. È un apologo dolce e poetico sul non senso della guerra e del male dell’uomo, che distrugge e si autodistrugge in nome di qualcosa d’effimero. Quando l’astronave riesce infine a decollare, una luce illumina il momento della battaglia, ma anche il cuore degli uomini, che per un secondo comprendono l’assurdità di tutta quella violenza. La preghiera finale di Shiro, mentre il suo sguardo si posa sul mondo intero, diventa supplica di pace e amore, e si trasforma in neve, soffice e pura, che, impietosa, va a coricarsi su una Terra stanca e sporca di sangue.
Uno dei capolavori ignorati e dimenticati degli anni ottanta. (Andrea Fontana)

Giudizio:4 occhi

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