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Ichi The Killer
locandina

Trama

Quartiere Kabuki-Cho, Tokyo: il clan yakuza degli Anjo si ritrova improvvisamente senza il suo boss. Secondo alcuni potrebbe essere fuggito con tutti i profitti ottenuti dai suoi uomini, secondo altri sarebbe stato rapito da un clan rivale. Il vero problema comincia quando giungono voci che vogliono il boss assassinato da un certo Ichi, del quale nient'altro si conosce.
Kakihara (il braccio destro del boss), sadomasochista, narciso e violentissimo individuo, crede che il suo capo (col quale è legato da un morboso rapporto: è l'unico in grado di farlo davvero godere picchiandolo..) sia in vita e sia ancora nei paraggi. Quando un anziano alle dipendenze del boss (Jiiji), col suo fare emblematico e sornione, crea scompiglio tra le gang della città con sedicenti scoop riguardo al capo scomparso, Kakihara resta solo, circondato solo dai suoi fedelissimi (tra i quali spiccano Sabu e un paio di folli gemelli con particolari capacità olfattive) ed é continuamente ingannato da Jiiji. Tra l'altro, solo in un secondo momento, lo spettatore potrà rendersi conto del fatto che è lo stesso Jiiji a manipolare il povero Ichi con i poteri ipnotici di cui è dotato).
Il personaggio interpretato da Asano continua, incurante, la sua ricerca districandosi tra i numerosi cadaveri dilaniati che l'ipnotizzato carnefice si lascia alle spalle. A questo punto, quasi convinto che il suo boss sia morto, subisce il letale fascino del disumano Ichi (in realtà un semidemente completamente soggiogato da Jiiji) convincendosi che sia l'unico rimasto a potergli procurare vera sofferenza.

Credits

殺し屋1 (Koroshiya Ichi)
Ichi l'assassino
Ichi the Killer
Cinema
Regia: Miike Takashi; Soggetto: da un manga di Yamamoto Hideo; sceneggiatura: Satō Sakichi; fotografia (col.): Yamamoto Hideo; luci: Ono Akira;scenografia: Sasaki Takashi, Ozeki Tatsuo; costumi: Kitamura Michiko; suono: Obara Yoshiya; montaggio: Shimamura Yasushi; effetti speciali (C.G.): Saka Misako; musica: Karera Musication; interpreti: Asano Tadanobu (Kakihara), Sabu (Kaneko), Alien Sun (Karen), Tsukamoto Shin'ya (Jijii), Ōmori Nao (Ichi), Terajima Susumu (Suzuki), Sugata Shun (Takayama), Nizuma Satoshi (Inoue), Tezuka Tōru (Fujiwara), Yoshiki Arizono (Nakazawa), Kinoshita Hōkai (protettore di Sailor), Gotō Mai (Sailor), Kobayashi Hiroyuki (Takeshi); produzione: Miyazaki Dai, Funatsu Akiko per Omega Project, Omega Micott, EMG, Starmax, Spike, Alpha Group, Excellent Film; durata: 128'; anno: 2001 (22 dicembre).

Commento

Ichi the killer è pura adrenalina allo stato visivo. Il film si apre con una serie di immagini montate freneticamente e inizia subito con un' escalation di violenze, atti efferati, decapitazioni, stupri, il tutto condito da una fotografia folgorante e colorata, proprio in stile manga (Ichi è tratto proprio da un manga di successo dello stesso Yamamoto Hideo). Certo il film è molto violento, spesso può arrivare ad infastidire uno spettatore non preparato. Miike, forse, ha sottolineato l'animo bivalente di ognuno di noi, composto da una parte pura ed una sporca. Nella nostra vita c'è sempre un equilibrio tra le due parti, talvolta però la bilancia può pendere un po' più da un lato rispetto che dall'altro; ma questo rientra comunque nelle normali tipologie caratteriali delle persone. Ma che succede se l'animo di qualcuno non è bivalente, bensì composto da una sola parte, per giunta negativa? E' proprio questo il caso di Ichi e di Kakihara, nonché il messaggio, per chi scrive, dell'intero film, anche se è vero che molte cruente azioni sono provocate da Jiiji, che in realtà, aveva già pianificato tutto dal principio.
In questo splendido affresco avant-pop-fumettistico Miike mette in primo piano le necessità di divertimento di un regista selvaggio, libero e provocatore, senza mai prendersi troppo sul serio ( le immagini più cruente sono realizzate con un digitale che è palesemente fittizio e il risultato finale quindi vira più sul grottesco che sul puro gore), curando con luci ed inquadrature sempre azzeccate una sceneggiatura abbastanza complessa ed orchestrando al meglio una serie di grandi attori e registi-attori (Tsukamoto, Sabu, Asano). Un vivido esempio di cinema indipendente, dove registi affermati decidono di concedersi quali attori per puro spirito collaborativo, di divertimento ed amore verso il cinema. (Fabio)

Giudizio:4 occhi

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