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Kairo
locandina

Trama

La vita di Michi scorre tranquilla fino a quando due suoi colleghi non scompaiono in circostanze misteriose. Contemporaneamente, lo studente di economia Kawashima decide di dedicarsi ad internet ma, quando il computer inizia a collegarsi da solo mostrando uno strano sito su cui compare la scritta "Vuoi incontrare un fantasma?", chiede aiuto alla studiosa informatica Harue.

Credits

Titolo: Kairo (t.l.: Circuito)

Regia e Sceneggiatura: Kurosawa Kiyoshi

Interpreti: Kato Haruhiko, Aso Kumiko, Koyuki, Arisaka Kurume, Yakusho Kôji, Matsuo Masatoshi, Sugata Shun

Durata: 118'

Thriller/Fantascienza

Anno: 2001

Commento

Omaggio al cinema di fantascienza hollywoodiano degli anni '50-'60, dal quale riprende il tema del confronto con l'estraneo proiettandolo sotto diversa prospettiva, Kairo rappresenta la decisione, da parte di Kurosawa, di allontanarsi dal clima festivaliero per dimostrare di non essersi affatto separato dall'amato cinema di genere. L'intenzione del regista, infatti, è quella di realizzare un film per il grande pubblico, e il film viene annunciato come un nuovo The Ring. Tuttavia, nonostante le premesse (la comparsa di fantasmi sugli schermi, e internet a sostituire il videoregistratore), il risultato finale è lontano anni luce dall'opera di Nakata e da qualsiasi horror prodotto negli ultimi anni. Infatti, pur smorzando leggermente l'atmosfera asettica delle opere post-Cure, attraverso un utilizzo meno assiduo del piano sequenza e grazie ad un commento sonoro più "classico", Kurosawa dà alla luce un'opera più coerente con la propria poetica che non con i canoni dell'horror giapponese, tanto da suggerire numerosi rimandi a Cure e Charisma (emblematico in questo senso il personaggio di Yakusho, che appare per pochi minuti ma in un ruolo fondamentale), dei quali potrebbe essere benissimo visto come un seguito. La paura che aleggia lungo l'intera pellicola non si limita alle sole apparizioni fantasmatiche, ma pare collegabile soprattutto ad un processo di desertificazione del reale, ad un senso di vuoto e solitudine palpabile, che dilaga a macchia d'olio ingoiando indifferentemente persone e fantasmi. Vincitore del Fipresci a Cannes 2001. Si è anche parlato di un remake hollywoodiano in cantiere, ad opera di Wes Craven. (giacomo)

Giudizio:3 occhi e 1/2

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