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Love & Pop
locandina

Trama

Per saziare la loro voglia di “essere alla moda”, Nao, Chisa, Chieko e Hiromi, quattro liceali di buona famiglia, sfiorano il mondo della prostituzione accettando appuntamenti a pagamento. Facendo shopping in un lussuoso centro commerciale di Shibuya, Hiromi si invaghisce di un costoso anello con una pietra di topazio. Decisa a farlo suo prima della chiusura del negozio e rifiutato il generoso aiuto delle amiche, si mette alla ricerca di potenziali “clienti” da cui attingere il denaro necessario.

Credits

Tit.or.: id.

Regia: Anno Hideaki

Sceneggiatura: Anno Hideaki, da un romanzo di Muratami Ryu

Interpreti: Kudo Hirono, Kirari, Nakama Yukie, Miwa Asumi

Durata: 110'

Anno: 1998

Commento

Nel passare dal mondo dell’animazione a quello del cinema dal vero il regista cult Anno Hideaki abbandona quasi in blocco il rigore di quelle inquadrature e di quelle tecnica narrativa che avevano fatto del suo Evangelion un capolavoro assoluto recuperandone (e amplificandone) soltanto la componente più sperimentale e avanguardistica. Interamente girato in mini DV, in taluni casi persino con una piccolissima handycam in grado di penetrare in ogni spazio (forno a microonde compreso) Love & Pop è un film febbrile, esagitato, spontaneo e aleatorio nel linguaggio, volutamente giovanilistico e “pop” come lo stesso titolo ci suggerisce. Una scarica inarrestabile di oggettive impossibili, riprese a corta focale, fish-eye, bagliori in macchina, soggettive deformate, falsi raccordi, carrellate circolari e immagini sovrapposte: un’estetica post-MTV che inizialmente può risultare irritare ma che, dopo i primi venti minuti, riesce comunque ad amalgamarsi con una certa coerenza trasformando l’autocompiacimento formale in “stile” (narcisistico forse, ma pur sempre stile) e rivelando la presenza, dietro alla mdp, di un professionista che sa esattamente quello che vuole. Per tutta la durata domina l’ambiente metropolitano con i suoi sapori di vetro e cemento e la sua fauna fatta di salaryman in cerca di “giovani” avventure e otaku ipercomplessati. La recitazione delle giovani protagoniste è piuttosto convincente e la sceneggiatura, seppur un poco pretenziosa nel suo intento di indagine sociologica, presenta diversi spunti di interesse soprattutto nel ritratto psicologico della protagonista (complice un astuto uso dei simboli) e nel finale che, allo stesso modo di Evangelion, assurge alla dimensione meta-testuale. Si segnala, nella seconda parte del film, un cammeo della star Asano Tadanobu.  (Stefano Gariglio, 1/07/2005)

Giudizio:3 occhi

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