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When the show tent came to my town
Okami shojo

Trama

Akira è un ragazzino con la testa tra le nuvole, che teme la separazione dei genitori. In classe con lui c'è Hideko, una bambina povera, bersaglio dello scherno dei compagni, che al mattino aiuta la famiglia consegnando giornali. Un giorno, arriva in classe una nuova compagna, Rumiko, una bambina bella, intelligente, determinata, e apparentemente ricca, che prova subito simpatia per entrambi, e spinge Akira a schierarsi con lei per difendere Hideko, quando questa viene presa di mira dai compagni. Infatti, a causa del suo look trasandato e del fisico sviluppato, essa viene insultata con l'epiteto di “la ragazza lupo”, un fenomeno da baraccone di un circo itinerante, che nessuno in realtà ha mai visto. Con l'aiuto delle due ragazzine, Akira scoprirà che la realtà non è sempre come sembra.

Credits

(tit.or.: Okami shojo/ tr.lett: La ragazza lupo)

Regia: Fukagawa Yoshihiro; sceneggiatura: Omi Tamotsu, Ogawa Tomoko; fotografia: Ishiyama Minoru; musiche: Sakiya Kenjiro; montaggio: Abe Hirohide; interpreti: Suzuki Tatsuya, Ōno Mao, Masuda Rena, Mabuchi Erika, Taguchi Tomorowo; durata: 106; anno: 2005

Commento

Come altri film presenti a questa edizione del FEF, in particolare Always di Yamazaki Takashi, e meno esplicitamente Imprint di Miike Takashi, Okami shojo si concentra sul tema dell'infanzia in chiave nostalgica. Intesa non, quindi, come età di un presente rivolto al futuro, ma come epoca che precede tale presente, e che ha segnato una tappa fondamentale nella crescita personale e nella storia della società in cui i personaggi si inseriscono.
Nel caso di Okami shojo, la vicenda si svolge in un lontanissimo Giappone degli anni Settanta, e ha per protagonisti tre bambini: Akira, Rumiko e Hideko. In particolare, il regista affida un ruolo preminente al maschietto dei tre, Akira, descrivendo quasi (ma con molta discrezione) l'intero film attraverso il suo punto di vista. Se le attive ragazzine (entrambi lavoratrici, a dispetto della giovane età) hanno lo scopo di scuotere l'esistenza apatica del ragazzo, è innanzitutto per lui che la vicenda del film rappresenta un punto cruciale di crescita, così che gli altri personaggi, oscillanti tra una tipizzazione naif e una caratterizzazione sfaccettata in continua evoluzione, sembrano quasi essere tratteggiati con gli occhi del ricordo (come più esplicitamente ribadisce il titolo internazionale del film). Il passaggio, da parte di Akira, da un'esistenza inconsapevole e passiva, a una consapevole e attiva, avviene pari passo con la realizzazione, da parte dello spettatore, che quelle che sembravano maschere ingenuamente rigide (la ragazzina povera tutta sporca e arruffata; la ragazzina ricca e intelligente, fino a essere quasi irritante) sono in realtà personaggi umanissimi e sfumati, oltre le apparenze. Questo frammento di vita è inoltre descritto da Fukagawa attraverso espedienti insoliti e affascinanti, come il ricorso ad archetipi quasi fantastici (la ragazza lupo del titolo) che celano una realtà concreta e amara, o la scelta di percorsi narrativi non scontati, come evidenzia la sequenza legata alla buca che i tre scavano insieme (la cui finalità viene inizialmente omessa per essere poi spiegata allo spettatore solo al momento dell'uso). Il tutto rimanendo, con ineccepibile grazia e delicatezza, entro i confini del film per ragazzi e sui ragazzi. (giacomo)

Giudizio: 3 occhi

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