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Princess Blade
locandina

Trama

Il film si ispira al manga di Koike Kazuo e Kamimura Kazuo e vede al centro dell'azione la casata dei Takemikazuchi, un tempo servitori dell'imperatore, e ora divenuti una setta di spietati assassini a pagamento. Yuki, ultima discendente della famiglia, scoperto il segreto della morte della madre, scappa per preparare la sua vendetta. Si rifugia nella casa di Takashi, giovane schivo che vive insieme alla sorella e nasconde un'attività da terrorista politico avverso al regime.

Credits

Tit.or: Shura Yukihime

Regia e sceneggiatura: Sato Shinsuke

Interpreti: Shaku Yumiko, Ito Hideaki, Sano Shiro, Maki Yoko, Numata Yoichi, Chosokabe Yoko

Durata: '92

Anno: 2001

Commento

Nel film di Sato Shinsuke, la vendetta è l'unico sentimento rimasto ai protagonisti per potersi riaffermare in un mondo devastato da una terribile guerra, e riacquistare così l'umanità persa dopo l'ultimo conflitto. Il regista riprende in mano il soggetto di Koike e Kamimura Kazuo (già trasposto in celluloide negli anni '70 da Fujita Toshya con i due film Lady Snowblood), e lo trasporta in un'ambientazione futuristica. Il film, infatti, si muove ora tra foreste abbandonate ora tra i relitti di una città industrializzata, il tutto girato con un accattivante filtro verde che molto ricorda l'Avalon di Oshii.
Suggestivo incrocio tra action movie hi-tech e film di arti marziali Princess Blade, purtroppo, non riesce a convincere del tutto. Dopo un inizio in cui predomina l'azione, con il primo duello tra Yuki e Byakurai, la fuga con relativo inseguimento e il secondo duello contro il clan Takemikazuchi, il film si affloscia per tutta l'ora successiva. Il personaggio di Takashi, infatti, ruba troppo tempo al film, senza neppure essere definito a dovere (il personaggio della sorella, poi,è puro contorno), e costringendo il regista a tre noiosissimi monologhi per poter dare spessore anche agli altri personaggi. Il film riprende vigore solo alla fine, con il classico duello finale tra Yuki e Byakurai.
Un film, in definitiva, che vuole mettere troppa carne al fuoco e finisce per lasciare agli spettatori un finale tagliato con l'accetta. L'azione, punto focale del film, resta comunque estremamente godibile grazie alle adrenaliniche scene coreografate di Donnie Yen (Hero, Twins effects), e girate da Shaku Yumiko senza l'aiuto di controfigure. (Marco Bonello)

Giudizio: i occhio e 1/2

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