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The Glamorous Life of Sachiko Hanai
locandina

Trama

Sachiko Hanai (Kuroda Emi) è una ragazza che lavora in un “image club” (locale in cui le prostitute interpretano ruoli in costume). Un giorno, all’interno di una caffetteria, diventa involontaria testimone di una sparatoria, in cui un killer nord coreano (Ito Takeshi) finisce col colpirla con un proiettile che le si blocca nel cervello. Incredibilmente la pallottola, invece di ucciderla, sviluppa esponenzialmente le sue doti intellettuali, facendola diventare famelica di tutto lo scibile umano. Nel frattempo la spia nord coreana è sulle sue tracce e non intende darle tregua finché non avrà portato a termine la missione, uccidendola e recuperando il prezioso dito clonato di Bush, che Sachiko porta con sé per errore.

Credits

t.or.: Hatsujō kateikyōshi: sensei no aijiru
(t.l.: L’affascinante vita di Sachiko Hanai)

Regia: Meike Mitsuru

Sceneggiatura: Nakano Takao;

Cast: Kuorda Emi, Hotaru Yukijiro, Ito Takeshi, Matsue Tetsuaki, Hayami Kyoko.;

Durata: 90’;

Anno: 2005

Commento

Il giovane Meike Misturu, trentaseienne di Kanagawa, muove i suoi primi passi come assistente alla regia nel particolare ambiente dei pink eiga, dove tuttora dirige i suoi lavori. Normalmente il mondo di questo genere tutto nipponico è costituito da film erotici molto dozzinali, ma Meike con The Glamorous Life of Sachiko Hanai dimostra di avere una buona tecnica filmica abbinata ad un ottimo senso dello humour. Dopo il bizzarro incidente iniziale, lo spettatore è condotto in un vero e proprio delirio porno-esistenzial-intellettuale, che vede la protagonista raggiungere orgasmi mentre snocciola citazioni di Kant, Chomsky e Sartre. A questa grottesca situazione si affianca una curiosa satira anti-Bush, qui rappresentato dal suo temibile indice clonato (il dito più potente del mondo: capace sia di scatenare guerre atomiche, che “guerre ormonali” in Sachiko). Lo spirito goliardico di Meike non si consuma solamente nell’improbabile narrazione, ma prosegue anche nell’uso del linguaggio cinematografico giocando con un montaggio sciatto nelle scene d’azione, e copiando lo stile cheap dei gonzo movie durante i numerosi amplessi. Tuttavia l’eccessiva durata della pellicola, che in diversi frangenti tende a reiterare le stesse situazioni, finisce con lo stimolare pericolosamente la noia di chi assiste al film; una maggiore sintesi e senso della misura avrebbero sicuramente giovato a questa buona prova di Meike. (Paolo Negrinotti)

Linkografia

Giudizio: s occhi e 1/2

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