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Shangri-La
locandina

Trama

L’onestissimo Umemoto rischia di perdere tutto perché la catena di supermercati per la quale la sua tipografia stampa i volantini è fallita. Il suo titolare, il vecchio Ookura, nega di avere ancora del denaro e così Umemoto si trova tra le mani un assegno scoperto da dieci milioni di yen. Preoccupato per i suoi dipendenti, medita il suicidio, ma si imbatte nella comunità di senzatetto di Shangri-La che occupa abusivamente la riva di un fiume della zona industriale e, dopo averla aiutata contro i teppisti locali, viene calorosamente adottato. I due leader del gruppo, lo scrittore in crisi Kuwata e un finto africano, lo aiutano a vendicarsi dell’arrogante magnate

Credits

金融破滅ニッポン 桃源郷の人々 (Kin'yuu hametsu Nippon: Tōgenkyō no hito-bito)
Il Giappone del crollo finanziario: gli uomini dell'Eden
Shangri-La
Cinema
Regia: Miike Takashi; Soggetto: da un romanzo di Aoki Yūji; sceneggiatura: Takahashi Masakuni; fotografia (col.): Kazunari Tanaka; luci: Ono Akira; scenografia: Ishige Akira; suono: Obara Yoshiya; montaggio: Shimamura Yasushi;interpreti: Aikawa Shō (‘il sindaco’), Shirō Sano (Kuwata), Tokui Yū (Umemoto Seisuke), Maro Akaji (Ookura Nagashima), Kimura Modoriko (Fusae), Ashiya Kogan (Uehara), Ebata Takashi (Matsui), Hino Yōjin (Takeda), Ayata Toshiki (Etō), Kinoshita Hōka (Umekawa), Muroi Shigeru (Mari), Aoki Yūji (avvocato); produzione: Arishige Yoichi, Matsuoka Shuusaku, Miki Kazushi, Tomita Motomu per Daiei, Yomiuri Terebi; durata: 105'; anno: 2002 (3 agosto).

Commento

Shangri-la è qualcosa di più di un film di denuncia civile. Per tutti coloro che possono avere imputato a Miike una mancanza di tematiche eticamente importanti, sembra arrivata da questo punto di vista una nuova maturità artistica. Di riflesso è solo il popolo ad essere fedele agli ideali, è solo il popolo che nell'ipertecnologico Giappone si permette di contrastare il capitalismo selvaggio per continuare a lottare e non essere emarginato dalla società opulenta che l'ha creato.     
Sono fondamentali dunque dei personaggi come quello di Aikawa Shô, il condottiero dei reietti di questo film ambientato in una comunità giapponese dove si sentono vive e presenti le regole del vivere civile. Il cuore della narrazione resta comunque quello che resiste a tutti i cambiamenti di registro a cui ci ha ovviamente abituato Miike Takashi.     
Questa tribù di derelitti che vive ai margini della grande città, una volta, credeva nel paradiso americano che pubblicizzava prosperità economica al Sol Levante e al mondo intero. Pertanto il regista non smette mai di spiazzare, e mette in scena una fauna umana difficile da interpretare e da comprendere costringendo, in qualche modo, tutti gli occidentali, durante la visione, ad interrogarsi sui valori in cui si crede.
L'umanità penalizzata socialmente che torna spesso in gioco nel cinema europeo (ad esempio nei film di Ken Loach) è oggetto anche di questo racconto decisamente proteso dalla parte dei disperati.       
Nessun altro valore, nessun progetto, nessun risultato. Questi  diseredati vivono proiettati verso una realtà utopistica, che è anche l'unica via di riscatto per liberarsi dalla zavorra delle sensazioni sgradevoli della loro quotidianità.
Shangri-là ha guadagnato paragoni con pellicole come Minbo or the Gentle Art of Japanese Extortion di Itami Juzô , o Miracolo a Milano di Vittorio De Sica oltre che con il sopraccitato film di Kurosawa, grazie soprattutto alle relative preoccupazioni sociali, elementi umanisti e ad un livello utopico molto marcato. Più vicino a pellicole come Guys from Paradise o Bird People of China che a prove più incentrate sulla violenza visiva, Shangri-là è adattato dal bestseller giapponese dello scrittore Aoki Yuji. Come sempre con Miike l'umanità è ritratta nel mezzo del caos sociale ed è al cuore di questo caos che pare possibile trovare la chiave di una liberazione del giapponese ordinario. Con una rappresentazione relativamente bohemienne ed il suo villaggio di nobili reietti Shangri-la è una scoperta notevole all’interno della filmografia del regista, una commedia pervasa da un ottimismo quasi selvaggio. Un risultato molto differente, ma ottenuto nel modo tipico in cui Miike ama lavorare. (fabio rainelli)

Giudizio:3 occhi

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