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Kurosawa Kiyoshi

Profilo

Nato nel 1955 a Kobe, ha raggiunto una certa fama solo nella seconda metà degli anni Novanta, dopo più di un decennio di attività nel campo del cinema di genere. Poco interessato agli studi universitari intrapresi, si scopre un amante del cinema in seguito alle lezioni di Hasumi Shigehiko, punto di partenza di una lunga gavetta come assistente (Hasegawa, Sômai), autore di cortometraggi in 8mm, fino ad arrivare all'esordio con due pinku eiga: Kandagawa wars (1983) e The Excitement of Doremifa Girl (1985). Tra questi due originali ed interessanti porno-soft e gli horror che lo renderanno celebre, si va a collocare il periodo meno felice della produzione del regista, segnato da modesti lavori per il mercato video (ambito che il regista non abbandonerà mai completamente) che non trovano il giusto equilibrio tra obblighi produttivi e aspirazioni d'autore. La situazione cambia verso il 1995, quando il regista inizia a definire più chiaramente la propria stilistica pur affrontando generi tra loro molto diversi, come la commedia, il film yakuza e l'horror. Sarà proprio quest'ultimo genere a offrirgli l'occasione di uscire allo scoperto, quando nel 1997 realizza la sua opera più riuscita, Cure, un thriller che lo situa tra i principali ideatori dello saiko horaa giapponese. Le atmosfere angoscianti di Cure, che già facevano capolino in alcune opere precedenti, permeano in misura diverse anche le pellicole successive, sia che si tratti di veri e propri horror, come Kôrei (2000) e Kairo (2001) , sia che si tratti di film yakuza, come Serpent's Path (1998) e Spider's Gaze (1998), sia che invece si tratti di pellicole di assai più difficile etichettatura, come gli altrettanto suggestivi License To Live (1998), Charisma (1999), Bright Future (2002), e Doppelganger (2003). A differenziare la produzione di Kurosawa da quella di altri autori horror come Nakata è una tendenza alla contaminazione dei generi, una libertà che lo avvicina invece a un cineasta come Miike Takashi, con il quale condivide la ricchezza produttiva e la tendenza alla sperimentazione, ma dal quale si differenza per i temi trattati e per la sobrietà di rappresentazione. Questa si avvale di un ampio uso del piano sequenza, della profondità di campo, e dell'ellissi, per permettere allo spettatore di costruire in libertà un proprio percorso attraverso gli scenari scarnificati e geometrizzanti. Negli ultimi anni, il regista ha ridotto sensibilmente la propria produzione, ridottasi perlopiù a una manciata di horror dai risultati alterni, come l'interessante House of Bugs (2005), opera televisiva facente parte di una serie ispirata ai manga di Umezu Kazuo, e il deludente Loft (2005), che riprende le atmosfere di Charisma e Kairo in maniera assai più forzata. Nel 2006 Wes Craven produce il remake americano di Kairo, diretto da Jim Sonzero, con il titolo di Pulse.

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