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Yanagimachi Mitsuo

Profilo

foto registaNato a Mito, nella provincia di Ibaraki, nel 1945, si trasferisce in seguito a Tokyo, dove frequenta l'università Waseda e inizia a interessarsi al cinema, in perticolare alle opere di Oshima e Imamura, e con un amore particolare per Mizoguchi e Bresson. Rifiutata l'idea di diventare un regista passando per il consueto percorso di apprendistato all'interno delle grandi case, si dà al cinema documentario per conto di una piccola compagnia, che gli offre le conoscenze necessarie e gli dà l'opportunità di girare il suo primo film indipendente nel 1976: God speed you, black emperor, un documentario sulle bande di motociclisti giapponesi, che si rivela subito un successo, per interesse o per scandalo. I soldi ricavati da questo primo progetto gli permettono di finanziare in parte l'opera successiva (con l'aiuto di una seconda ipoteca sul proprio appartamento), questa volta un lungometraggio a soggetto, basato su di un racconto di Nakagami Kenji: A 19 year-old's map (Jûkyû sai no chizu). Già in questa prima opera emergono la carica eversiva dei personaggi di Yanagimachi, individui ai margini della società spinti da un impulso autodistruttivo. Per l'opera successiva Farewell to the Land (Saraba itoshiki daichi), il regista si ispira a un fatto di cronaca, che viene però trasferito in un'atmosfera mitica e sacrale, in cui un ruolo decisivo gioca il rapporto tra il personaggio e una natura arcana e viva. Ugualmente ispirato a un fatto di cronaca è il successivo lavoro del regista, del 1984, sceneggiato dallo stesso Nakagami: Fire festival (Himatsuri), l'opera più conosciuta e probabilmente meglio riuscita del regista. Yanagimachi riesce pienamente a recuperare il respiro sacrale di vicende di natura quotidiana (ancora una volta il soggetto del film è ricavato da un fatto di cronaca), con uno stile distaccato, corale e distante. L'opera successiva, purtroppo, risente della mancanza di quella libertà produttiva che era stata, negli anni precedenti, il marchio di fabbrica e la grandezza della filmografia del regista: Shadow of China, una coproduzione nippo-americana ambientata a Hong Kong, risente troppo delle limitazioni che comportano i finanziamenti esterni, tanto che lo stesso regista non si ritiene soddisfatto della pellicola, pur non rinnegandola. Due anni più tardi, con About love, Tokyo (Ai ni tsuite, Tokyo), Yanagimachi ritorna a girare in maniera indipendente, e realizza un asciutto e toccante ritratto di un'umanità emarginata, quella delle minoranze razziali e sociali in Giappone. Ultima opera realizzata da Yanagimachi finora, The wandering peddlers (Tabi suru pao janghu, 1995) è un ulteriore affascinante viaggio in un mondo sotterraneo e vitale, in questo caso quello dei gruppi di venditori di medicine ambulanti di Taiwan. (09/04)

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