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Speciale Venezia .62

Yokai daisenso (La grande guerra degli yokai)

Izo

FUORI CONCORSO

Credits

Regia: MIIKE Takashi

Sceneggiatura: MIIKE Takashi, SAWAMURA Mitsuhiko, ITAKURA Takehiko

Montaggio: Shimamura Yasushi

Costumi: KITAMURA Michiko, KAWAKAMI Noboru, You-ko, CHIYODA Keisuke

Produttori: INONE Fumio per Kadokawa Pictures Inc.

Musica: ENDO Kouji

Cast:
KAMIKI Ryunosuke, MIYASAKO Hiroyuki, SUGAWARA Bunta

Durata: 124'

Anno: 2005

TadashiYokai daisenso (La grande guerra degli Yokai) è il 31° lungometraggio per il cinema (cifra arbitraria, poichè districarsi nella filmografia di Miike è impresa ardua. Ho contato solo i film "pensati" per l'uscita nelle sale più Gozu che ci è finito suo malgrado. Se contiamo singolarmente tutti i lavori, compresi i videoclip, siamo a 70 tondi! Ma attualmente già superati!) di Miike Takashi. Prodotto dall'importante e potente Kadokawa Pictures per il suo 60° anniversario, è il film più costoso della carriera del regista e quello che ha richiesto il tempo di lavorazione più lungo, cioè quasi un anno. E' anche il primo lungometraggio di Miike di cui firma, anche se in parte, la sceneggiatura. Il film è già uscito in Giappone l'8 di agosto e nel primo mese di programmazione ha già registrato 2 milioni di spettatori.
Questi i numeri del primo vero film per il grande pubblico di Miike Takashi, presentato fuori concorso alla 62° mostra del cinema di Venezia.
Non so se sia una cosa che si può fare, visto l'universo di regole e balzelli che ruota intorno all'oscuro concetto di copyright, ma desidero, facendo finta di niente, riportare il commento del regista sul catalogo della Mostra perchè mi pare davvero significativo:

« [...] Un film che è stato concepito per piacere sia ai bambini che agli adulti. Un film "sano" (sic!) e gradevole, completamente diverso da quelli che ho sinora diretto. Mi rendo conto che la mia affermazione può sembrare poco credibile [...], ma dopo aver troncato gambe a colpi di sega e tagliato in due mafiosi yakuza posso biasimare solo me stesso per questa incredulità. Tuttavia è davvero un film per famiglie, un'incitazione alla pace globale, destinato alla razza umana [...]. Vi esorto a vedere il film prima di dubitare delle mie parole: il vostro cuore ne sarà purificato e magari avrete voglia di ricominciare la vita con spirito nuovo.
P.S. Agli innocenti e agli ingenui: vi amo veramente per ciò che siete. » (!)

Ecco. Non credo ci sia molto altro da aggiungere. Yokai daisenso è proprio questo: un film per grandi e piccini, una grande favola ecologica che facilmente ricorda i film più visionari di Miyazaki Hayao (ma, ammettiamolo subito, senza la stessa forza poetica).
C'è il male, Kato, che è una sorta di demone che raccoglie in sè tutto il rancore delle cose dimenticate e gettate via dall'uomo e c'è il bene, i simpatici e mostruosi Yokai, spiriti del folklore giapponese che solo i cuori puri possono vedere. E ovviamente chi ha il cuore più puro di un bambino di 11 anni? Tadashi è il giovanissimo protagonista che veste i panni del cavaliere Kirin, destinato a brandire una magica spada per salvare il mondo insieme agli Yokai.
Su questa semplice ossatura, se vogliamo anche banale, Miike riesce comunque a metterci del suo. Certo, la regia è decisamente più classica e si sente che una produzione di queste dimensioni non poteva permettersi troppi colpi di testa ma il "Miike's touch" si avverte comunque. Nella caratterizzazione degli Yokai per esempio, la cui "sfilata" occupa una parte predominante del film e si vede quanto si sia divertito a riprenderli. Anche solo la scelta (perchè con tutti i soldi che aveva a disposizione ci sentiamo di pensarla tale) di usare attori veri in costume e pupazzi dal sapore antico che riportano alla mente i buoni vecchi Kaiju-eiga gommosi. Ed è interessante come l'uso della CG, che Miike ha sempre saputo sfruttare in maniera originale, sembra legata esclusivamente alle macchine "cattive" frutto della fusione degli Yokai con i rottami abbandonati, quasi un simbolo essa stessa della società sprecona e delle tecnologie usa e getta.
E poi ovviamente c'è il finale decisamente "alla Miike": imprevedibile, letteralmente esplosivo (vedi DOA), pieno di humor.
Insomma, questo è un film di Miike, punto. E chi temeva che il passaggio alle produzioni mainstream lo avrebbe "corrotto" si ricreda. Semplicemente, una volta di più, Miike ha dimostrato di saper far suo qualunque film.
Ora non ci resta che aspettare di vedere cosa ha ancora in serbo per noi (il suo episodio della serie Masters of Horror dovrebbe essere quasi terminato e adesso sta progettando, tra le altre cose, una serie TV per la fascia del mattino ispirata a Yokai daisenso) e ne frattempo vi ricordo che "I fagioli Azuki ti fanno bene" e che la birra Kirin è molto buona.

Luca C. Sansoè

Il sito ufficiale



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